Ipotesi controlli capitali, Grecia nel panico. Boom fuga depositi

19 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Quando due giorni fa il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha parlato della possibilità di imporre alla Grecia la stessa “soluzione” adottata a Cipro – ergo, controlli di capitali e chiusura di banche – al fine evitare uno scenario Grexit, la comunità di Twitter si è scatenata e non sono mancati commenti, come: “il modo ideale per scatenare una corsa agli sportelli e una fuga di depositi”.

Ed è quanto sta esattamente accadendo in queste ore. Ekathimerini conferma che soltanto nella giornata di ieri la fuga dai depositi è ammontata a 350-400 milioni di euro, un valore cinque volte più alto rispetto a quello medio giornaliero recente. Lo hanno confermato a Ekathimerini alcuni stessi funzionari del settore bancario in Grecia, aggiungendo che i prelievi della giornata (di ieri) hanno testato il record da quando l’accordo con l’Eurogruppo è stato raggiunto lo scorso 20 febbraio.

Paradossalmente, le autorità europee che temono una crisi di liquidità (che è in atto) in Grecia, sono le stesse che stanno, con le loro dichiarazioni, inducendo i cittadini greci a correre agli sportelli per prelevare i loro contanti. Il fatto che Dijsselbloem abbia parlato dell’opzione dei controlli di capitale rende tale intervento ancora più probabile, visto che solo le dichiarazioni inducono a ritirare fondi, temendo restrizioni che potrebbero essere imposte sui loro conti. E la liquidità delle banche va a secco. [ARTICLEIMAGE]

Proprio oggi, il Comitato direttivo della Bce dovrebbe rinnovare il finanziamento alle banche elleniche attraverso il programma di fondi di emergenza (ELA); probabilmente, nel farlo, l’istituto innalzerà il limite, che ora è di 69,4 miliardi di euro.

Intanto, i dati della Banca centrale della Grecia mostrano che i depositi sono crollati di 4 miliardi di euro, a dicembre, per poi contrarsi di ben 12 miliardi a gennaio. I banchieri stimano che i flussi in uscita da inizio febbraio siano stati di altri 10 miliardi. Il risultato è che i depositi sono scesi al minimo record dalla crisi finanziaria del 2010. (Lna)

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