Ior, pubblicato il bilancio: chiusi 4.614 conti, altri 126 “bloccati”

25 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Lo Ior ha chiuso il 2014 con un utile netto di 69,3 milioni di euro (a fronte dei 2,9 milioni di euro del 2013).

Secondo il Rapporto Annuale, “il miglioramento del risultato è imputabile essenzialmente all’andamento del risultato da negoziazione titoli e alla diminuzione dei costi operativi di natura straordinaria”.

Il Conto Economico 2014 dello Ior riporta: 50,7 milioni di euro (-5,8% rispetto al 2013) di Margine d’interesse, che deriva dalla differenza fra il rendimento degli impieghi e il costo della raccolta; 36,7 milioni di Risultato Netto di Negoziazione, da confrontarsi con la perdita netta di 16,5 milioni di euro del 2013 (la voce riflette gli utili/le perdite realizzati sui titoli venduti durante l’anno nonché gli utili/le perdite non realizzati sui titoli e metalli preziosi detenuti al 31 dicembre 2014); 14,4 milioni di euro (+2,1%) di Margine Commissionale; 2,8 milioni di euro (-26,3%) di Dividendi su titoli; 0,9 milioni di euro di Altri Redditi Netti (nel 2013 -14,4 milioni di euro); 28,9 milioni di euro (nel 2013 32,2 milioni di euro) di Costi Operativi che comprendono costi del personale, contributi pensionistici, spese di manutenzione generale e compensi per servizi professionali; 7,2 milioni di euro di Svalutazioni (nel 2013 5,7 milioni di euro).

Da maggio 2013, lo Ior (Istituto per le Opere di Religione) “ha registrato la chiusura di 4,614 rapporti e l`apertura di 1,066 nuovi rapporti. Al 31 dicembre 2014 rimangono da chiudere 274 rapporti, di cui 148 saranno chiusi entro la fine di maggio 2015”. Lo si legge nel bilancio 2014 pubblicato oggi.

“Alla fine del 2014, lo IOR contava 15,181 utenti (2013: 17,419), e la maggior parte di essi, con riferimento ai patrimoni affidati all`Istituto, erano istituzioni. Gli utenti i dello IOR hanno una caratteristica comune: fanno parte e sono al servizio della Chiesa Cattolica. Nel 2013 lo IOR aveva ridefinito le linee guida sull`utenza servita dall`Istituto. Questa comprende controparti istituzionali (istituzioni sovrane della Santa Sede e Stato Città del Vaticano, le entità collegate ad essa e ambasciate e diplomatici accreditati presso la Santa Sede), controparti non istituzionali (dipendenti e pensionati vaticani), Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica e le Diocesi. I nostri utenti non solo depositano fondi da noi, ma ci chiedono anche di fornire il servizio di gestione patrimoniale, o quello di custodia titoli. Al 31 dicembre 2014, il valore netto delle attività detenute nei portafogli gestiti era pari a 3,2 miliardi di Euro (2013: 3,3 miliardi di Euro), il valore netto in portafogli in custodia e amministrazione era pari a 673,2 milioni di Euro (2013: 758,8 milioni di Euro) e il valore netto dei fondi in deposito pari a 2,1 miliardi di Euro (2013: 1,9 miliardi di Euro), per un totale complessivo di valori di terzi pari a 6,0 miliardi di Euro (2013: 5,9 miliardi di Euro). Quanto a patrimoni affidati, il gruppo più significativo è quello degli ordini religiosi, che nel 2014 hanno costituito la metà dei nostri utenti, seguiti dagli uffici della Santa Sede e nunziature apostoliche (14%), da cardinali, vescovi e clero (9%), dalle diocesi (8%); il gruppo restante è formato da vari soggetti, tra cui dipendenti del Vaticano e istituti per l`istruzione religiosa”.

“Lo IOR è stato impegnato nel censimento di tutta l`utenza al fine di identificare le informazioni mancanti o insufficienti necessarie per il completamento dei nuovi modelli “identity data templates”, che ha introdotto nel mese di maggio 2013. Tale lavoro è stato portato a termine. Le revisioni AML e KYC sono parte delle attività quotidiane, e l`Istituto sta continuando ad investire in questi settori per rafforzare i propri strumenti e processi. Nel 2013, il Consiglio di Sovrintendenza ha deciso di restringere la categoria degli utenti alle istituzioni cattoliche, chierici, dipendenti o pensionati vaticani con conti per salari e pensioni, ambasciate e corpi diplomatici accreditati presso la Santa Sede. Alla data del 31 dicembre 2014, lo IOR contava 15,181 utenti. Da maggio 2013, lo IOR ha registrato la chiusura di 4,614 rapporti e l`apertura di 1,066 nuovi rapporti. Al 31 dicembre 2014 rimangono da chiudere 274 rapporti, di cui 148 saranno chiusi entro la fine di maggio 2015″. Rimangono 126 conti “bloccati”.

Continuare a “potenziare la cultura della compliance, anche con la formazione del personale”, figura tra le priorità dello Ior, scrive l’istituto nel suo rapporto 2014, “insieme al rafforzamento della funzione di internal audit e della funzione di risk management”.

In particolare, “sono proseguiti sotto la supervisione dell’AIF”, l’authority finanziaria vaticana, “gli sforzi sistematici volti a implementare le procedure per il contrasto al riciclaggio di denaro e quelle Know Your Customer (KYC); le procedure continuano a essere regolarmente monitorate e, all’occorrenza, ulteriormente sviluppate. Nel gennaio 2014 lo IOR è stato sottoposto alla prima ispezione dell’AIF, l’autorità di vigilanza e regolamentazione vaticana. Seguendo un piano d’azione dettagliato e sviluppato con la stessa AIF, lo IOR ha ulteriormente potenziato le sue procedure di contrasto al riciclaggio di denaro e di KYC, procedure la cui implementazione sistematica è stata quasi ultimata”.

Con la pubblicazione del regolamento n. 1 dell’Aif entrato in vigore nel gennaio 2015, “l’Istituto è ora soggetto alla vigilanza prudenziale dell’autorità stessa, che monitora i costanti progressi che lo IOR sta segnando in fatto di organizzazione, gestione, standard e procedure”.