INVESTITORI
E SINDROME
DI PETER PAN

12 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

Idee I consigli di Meir Statman, studioso di finanza comportamentale, possono essere utili per affrontare la delicata scelta di fine mese

Tre ricette per curare la sindrome da Peter Pan degli investitori italiani

Servono più autocoscienza finanziaria, più informazioni e consulenti più preparati e attenti

*Andrea Beltratti e’ professore all’Università Bocconi. Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
Come promuovere ricchezza e benessere degli investitori? Questa la domanda posta da Meir Statman, professore alla Santa Clara University, durante l’incontro organizzato a Milano da Assogestioni e da BSI Gamma Foundation e dedicato alla finanza comportamentale. Nel corso del suo intervento Statman ha così sintetizzato le tre regole d’oro per investitori e consulenti:

1) conosci te stesso dal punto di vista di obiettivi, emozioni e comportamenti;

2) proteggiti esplorando i risultati delle ricerche scientifiche nel campo della finanza e del comportamento;

3) lavora assieme al tuo consulente finanziario, collaborando come fa un medico con il suo paziente, chiedendo al consulente di comprendere la situazione, fare diagnosi, insegnare e curare.

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Regole semplici ma che paiono essere in grado di migliorare significativamente i risultati finanziari conseguiti dai comuni risparmiatori.
In tutto il mondo infatti gli investitori ottengono risultati insoddisfacenti per una serie di motivi studiati in maniera dettagliata negli ultimi 20 anni dalla finanza comportamentale. Regole attuali, ed utili per gli italiani che si trovano proprio in questi giorni ad affrontare un test impegnativo riguardante la destinazione del trattamento di fine rapporto.

La scelta relativa all’allocazione dei risparmi pensionistici è una grande novità nel nostro paese. Si inserisce nel contesto di una sempre maggiore responsabilizzazione degli investitori in merito all’investimento, anche favorita dal crescente processo di privatizzazione delle pensioni.

Una scelta che al momento sembra essersi manifestata soprattutto nel rifiuto di prendere posizione. Una sindrome di Peter Pan peraltro largamente comprensibile alla luce delle carenze informative e di conoscenze che caratterizzano la maggior parte dei risparmiatori italiani.
Non serve però nascondere la testa sotto la sabbia e lamentarsi delle carenze di informazione che hanno accompagnato questa operazione. Carenze che sono state peraltro macroscopiche e che non possono certo essere sanate da una campagna pubblicitaria partita a giugno per affrontare un tema noto da un semestre.

E’ però inutile prendersela con altri. La responsabilità degli investimenti finanziari è individuale e il primo a perdere da una scorretta scelta di allocazione è il proprietario del patrimonio, che sopporta le conseguenze in termini di minori rendimenti e, al momento del pensionamento, di minori possibilità di mantenere inalterato il livello di consumo.

E’ meglio cercare di informarsi, ponendo domande alle banche e ai promotori e pretendendo risposte soddisfacenti, acquistando libri sull’investimento e cercando di comprendere i rudimenti della scelta finanziaria.
Una maggiore consapevolezza da parte del pubblico rappresenterà una sfida utile anche per il nostro sistema finanziario, che sarà costretto continuamente ad aumentare la qualità del suo servizio di consulenza, approntando strumenti e metodologie più utili e comprensibili di quelli attuali.

Un medico diventa bravo anche perché ha a che fare con pazienti sofisticati, che non si accontentano di una qualsiasi spiegazione ma vogliono comprendere le motivazioni di una diagnosi e soprattutto modificare i comportamenti per prevenire i problemi futuri. Per avere medici sempre più bravi cerchiamo di diventare pazienti sempre più consapevoli.

La soluzione peggiore sarebbe quella di rifugiarsi nel fai-da-te finanziario. Una tale scelta rischierebbe semplicemente di riempire i portafogli di liquidità ed obbligazioni. Per quanto tale scelta possa sembrare attraente quando i tassi di interesse sono al 5%, occorre ricordare che nel lungo periodo i rendimenti più interessanti sono ottenuti da chi è in grado di diversificare tra varie classi di attività finanziarie.
Non uscire mai di casa può essere utile per non prendere mai il raffreddore, ma difficilmente rappresenta la scelta migliore dal punto di vista del benessere.

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