Investire nel mattone dopo il lockdown per diversificare il portafoglio

26 Giugno 2020, di Alessandra Caparello

Dopo la crisi degli anni scorsi, gli investitori hanno contribuito con il loro interesse verso il mattone al rilancio del settore. Così emerge dalle analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, secondo cui negli ultimi cinque anni, la componente di acquisto per investimento è balzata dal 18,5% al 25%, un consistente passo in avanti.

La pandemia inoltre ha fatto riscoprire il mattone in generale, ma anche come asset da prendere in considerazione per diversificare il proprio portafoglio. Le agenzie Tecnocasa e Tecnorete durante e dopo il lockdown hanno segnalato interesse all’acquisto da parte di chi ha liquidità sul conto corrente e vorrebbe impiegare il capitale.

Investire nel mattone: i fattori attraenti

Ma cosa spinge gli investitori a scegliere il mattone? Oltre che dalla rivalutazione del capitale, dice l’Ufficio studi, sono attirati anche dal rendimento medio annuo lordo da locazione che, per un bilocale, si aggira mediamente intorno al 5%.

Notevole spinta, poi, è stata data dall’esplosione degli affitti brevi che hanno portato tanti investitori su questo segmento, soprattutto, nelle città ad alta attrattività turistica. Proprio questi ultimi oggi sono in stand by in cerca di capire come muoversi in particolare in quelle città in cui questo segmento era già saturo.

Tra le opzioni possibili in questo caso si trova la locazione residenziale. Nelle analisi dell’Ufficio studi di Tecnocasa difatti le zone centrali, quelle interessate da locazioni da parte di studenti e lavoratori fuori sede così come quelle sottoposte ad interventi di riqualificazione, restano come sempre attrattive.
In città come Firenze e Milano le zone centrali hanno raddoppiato il loro valore dal 1998.