Investimenti, Moody’s: “Fra Europa e Usa scollamento”

15 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La stretta creditizia negli Stati Uniti si allenta e ottenere un prestito dalle banche sta diventando più facile per milioni di americani. Ma siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi. Questo stando ai dati di un rapporto della Federal Reserve – riportati dal Wall Street Journal – secondo cui il 28% degli istituti di credito americani dall’inizio di quest’anno ha abbassato il costo del denaro in favore delle piccole e medie imprese.

A dimostrazione che la politica di tassi ai minimi storici portata avanti dalla Banca centrale statunitense sta dando i suoi frutti, riflettendosi sui tassi applicati dalle banche a cittadini e imprese. Ma i riflessi della politica accomodanti della Federal Reserve e poi delle altre banche centrali non si limitano al solo sistema bancario.

“Le ultime modifiche nelle dinamiche di mercato e sui tassi di interesse particolarmente bassi promossi dalla Banca centrale americana hanno iniziato a trasformare le caratteristiche dei fondi di investimento“, osservano gli analisti dell’agenzia di rating Moody’s in un recente report.

A loro avviso un ulteriore e più sostanziale cambiamento delle normative in vigore fornirà maggiore protezione agli investitori nonché ridurrà il rischio sistemico, ma allo stesso tempo porterà a una rimodulazione del settore. Nessuno degli esperti mette in dubbio che i cambiamenti avvenuti sul mercato monetario si possano fermare.

Come spiega Yaron Ernst, amministratore delegato di Moody’s investimenti, “i tassi di interesse bassi sono una risorsa limitata e le preferenze degli investitori hanno già iniziato a trasformare le caratteristiche dei fondi. A causa del cambiamento di dinamiche di prodotto, prevediamo che il consolidamento del settore possa accelerare”.

Alla luce di tassi bassi, gli investitori puntano su fondi ad alto rendimento, mentre le case di investimento lanciano nuovi prodotti. Ma quello che teme di più Moody’s è uno scollamento fra il mercato degli investimenti in Europa e in America a causa del diverso timing di attuazione del regolamento sulle due sponde dell’Atlantico. “Tuttavia – concludono all’agenzia di rating – si tratterà solo di una fase momentanea con le autorità di regolamentazione che sapranno agire per giostrarsi nel mare magnum dei costi e benefici che il nuovo trattamento – anche fiscale – imporrà”.