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Investimenti ESG: 8 ragioni per cui cresceranno nel 2021

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La crisi indotta dal Covid-19, no ci sono dubbi, si è rivelata vantaggiosa per gli investimenti ESG, in quanto gli investitori hanno riconsiderato ciò che volevano dal loro capitale. Ma la crescita nel 2020 ha tutte le probabilità di ripetersi nel 2021.

Ne sono convinti Simone Gallo, Managing Director, e Daniele Cat Berro, Director, MainStreet Partners che, in una nota, spiegano:

“Negli ultimi 12 mesi, gli investitori istituzionali e privati hanno capito di volere dai loro investimenti qualcosa di più di un semplice rendimento finanziario. Vogliono sapere che i loro investimenti stanno anche contribuendo a migliorare tematiche ambientali, sociali o di buon governo (ESG), come il cambiamento climatico, la diversità nel mondo del lavoro o il mantenimento della biodiversità”.

Investimenti ESG: boom dei fondi azionari

A metà ottobre dell’anno appena concluso, più di 100 miliardi di dollari sono stati investiti in fondi azionari con marchio ESG, con un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2019. Analogamente, all’inizio del mese scorso il mercato dei Green bond ha raggiunto i 1002 miliardi di dollari di emissioni complessive e si prevede che le emissioni raggiungeranno i 350 miliardi di dollari nel solo 2021[2].

Chi ha sostenuto gli investimenti ESG è stato anche premiato con una sovra performance.

L’indice MSCI World è stato battuto dall’indice MSCI World ESG Leaders e dal FTSE Russell FTSE4Good Developed 100 nel 2020. Un più ampio delta di performance a favore delle strategie ESG è stato ottenuto nei mercati in cui le pratiche ESG sono ancora sottovalutate, come dimostrato dalla performance dell’MSCI Emerging Markets ESG Leaders rispetto al corrispondente indice tradizionale.

Investimenti ESG: fattori chiave di sviluppo

Quali sono i fattori che giocheranno un ruolo cruciale nella crescita futura del settore ESG? Oltre alla domanda degli investitori e la solida performance, MainStreet Partners mette nero su bianco altri fattori, che giocheranno un ruolo cruciale nel suo continuo successo.

1- Adozione integrale

Non solo ogni asset manager e wealth adviser dovrà essere in grado di coinvolgere tutti i rispettivi clienti sul tema ESG, ma le società quotate saranno sempre più desiderose di essere identificate come aziende che stanno contribuendo a risolvere alcune delle questioni più urgenti a livello mondiale.

Quando società del calibro di BP riconoscono che è probabile che la domanda di petrolio abbia raggiunto un picco, portando avanti attivamente una trasformazione del proprio modello di business per diventare una “società di fonti energetiche integrate” anziché una “compagnia petrolifera internazionale”, la direzione di marcia non potrebbe essere più chiara.

2- Saltare sul carro della regolamentazione

La Commissione Europea fa da apripista con il suo Piano d’azione per la finanza sostenibile ed è probabile che gli Stati Uniti e l’Asia seguiranno presto il suo esempio.
Il Piano europeo sta cercando di creare regole chiare e ben definite su come i criteri ESG debbano essere presi in considerazione nei processi di investimento e di consulenza. Ci aspettiamo che Joe Biden, più favorevole a raggiungere degli obiettivi in ambito climatico rispetto al suo predecessore, sarà propenso a promuovere qualcosa di simile.
In Asia, come in Australia e Giappone, i grandi fondi pensione stanno già facendo progressi e ci aspettiamo che nel 2021 prenderanno forma regolamentazioni di più ampia portata, che penalizzino quegli investimenti che non tengano in considerazione fattori sostenibili.

3- I social bond diventeranno “mainstream”

Ci aspettiamo che la ‘S’ di ESG diventi più importante nel 2021. È innegabile che gli investimenti legati all’ambiente siano cresciuti più rapidamente di quelli delle altre due categorie fino ad oggi. Ciò è dovuto in parte al fatto che gli obiettivi ambientali sono apparentemente più facili da misurare. Tuttavia, con iniziative quali il primo Social Impact Bond per la lotta all’HIV/AIDS, lanciato dalla Elton John AIDS Foundation, e altre emissioni di tale tenore, ci aspettiamo di vedere i social bond moltiplicarsi nei portafogli obbligazionari di molti investitori istituzionali.

4- Dati, dati e ancora dati

La crescita del settore ESG significa che ora ci sono più dati da analizzare per gli investitori. E i protagonisti del settore sono pronti a farlo. Lo sviluppo del settore proprio nel 2020 offre una grande quantità di informazioni da analizzare e consentirà ai gestori di fondi di migliorare la performance finanziaria della loro offerta ESG, oltre a perfezionare i profili di rischio/rendimento. Tuttavia, una quantità notevole di dati in più comporta un aumento delle complessità da affrontare e sia gestori che distributori dovranno trovare velocemente delle soluzioni pragmatiche al riguardo.

5- Una corsa verso un reporting di successo

Il desiderio di essere un’azienda sostenibile e socialmente responsabile è in cima alle agende dei principali business del mondo. Eppure molti brand globali faticano a spiegare chiaramente agli azionisti e ai consumatori i risultati che hanno raggiunto o che si prefiggono di raggiungere.
La corsa per essere la migliore azienda ESG – e per produrre report ESG il più coerenti e completi possibile – guiderà le imprese nel loro sviluppo in ambito sostenibile. Una volta che le aziende potranno illustrare e dimostrare con i dati ciò che hanno raggiunto, i loro sforzi ESG saranno ricompensati.

6 – Il ruolo del private equity

Alcune società di private equity si sono impegnate a investire secondo un approccio ESG, ma il settore nel suo complesso è in ritardo rispetto alle gestioni liquide e dovrà impegnarsi maggiormente in questo senso nel 2021. È necessario che il segmento abbracci pienamente questo approccio agli investimenti. In caso contrario, potrebbe diventare più difficile raccogliere fondi dai grandi clienti come i fondi pensione, che sono perfettamente consapevoli della necessità di essere conformi agli standard ESG.

7 – La spinta dei mercati emergenti

Le preoccupazioni legate all’ambito ESG sono importanti anche per imprese e dirigenti dei mercati emergenti. I progressi compiuti finora in alcune economie emergenti sono stati notevoli e le loro ambiziose aspirazioni rischiano talvolta di passare in secondo piano.
Molti dei cosiddetti Paesi dei mercati emergenti si stanno riprendendo dalla morsa esercitata dal Covid-19 più rapidamente rispetto ad alcune economie occidentali.
La loro più rapida ripresa dal Coronavirus, unita al desiderio degli investitori di accedere ad alcuni schemi diversificati sul piano della sostenibilità, potrebbero far sì che i mercati emergenti forniscano ancora più supporto agli investimenti con un’ottica sostenibile nel mondo ESG.

8- Tutti pazzi per la green economy

La valutazione di mercato Tesla è attualmente pari alla somma di quelle delle più grandi case automobilistiche al mondo. Ragionevole o meno che sia, questo dimostra come il capitale stia confluendo verso il settore green indipendentemente dalle valutazioni in alcuni casi elevate o dai multipli. Gli investitori vogliono la loro parte negli investimenti green, guardando ad un orizzonte di lungo periodo e costringendo le aziende “brown” ad affrettarsi per recuperare il tempo perduto.

I governi sono i principali artefici di una svolta green sempre più significativa. “Abbiamo maggiori dimostrazioni del fatto che ciò che è buono per il clima è buono per il business ed è buono per tutti noi”, ha dichiarato Von der Leyen in occasione dell’annuncio di una revisione al rialzo dell’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030, dal 40% al 55%, rispetto ai livelli del 1990. Biden si è impegnato a presentare un piano sul clima da 2.000 miliardi di dollari e la Cina ha ufficializzato il suo obiettivo di neutralizzare le emissioni per il 2060.

Inoltre, le PMI stanno iniziando ad affacciarsi al mondo green tramite banche che offrono condizioni di prestito migliori per le aziende più sostenibili o per i progetti a favore dell’ambiente. Tutti pazzi per la green economy, insomma, ma certe “follie” non possono che essere positive.