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INTESA PUNTA SU GENERALI? ANALISTI SCETTICI

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Banca Intesa ha messo l’occhio su Generali? La voce circola da qualche giorno nelle sale operative e dipinge uno scenario in cui l’istituto di credito punta o a prendere il controllo del gruppo assicurativo triestino, o a escluderlo dal proprio azionariato.

Nel raggiungimento di questo obiettivo starebbe chiedendo aiuto a Fiat, in virtù del suo ruolo nella scalata dei torinesi a Montedison (Vedi sezione RUMORS

che si trova sul menu in cima alla pagina).

Questa ipotesi tuttavia non convince gli analisti.

“Generali è la perla di Mediobanca che ne possiede il 15% – dice a Wall Street Italia Simone Cennini, analista di Uniprof – è difficile immaginare qualcuno che possa pensare di prenderne il controllo. Giusto qualche big. Ma chi? In Italia non vedo nessuno con tanta capacità di spesa; all’estero forse Axa, ma si tratterebbe ancora di francesi, non so quanto possa essere credibile questa ipotesi”.

Secondo l’analista “è certo che da tutta questa vicenda che sta opponendo Fiat e i francesi di Edf a Mediobanca usciranno ancora nelle settimane e nei mesi a venire parecchie novità; del resto di cambiamenti di fronte ne abbiamo visti già molti: basti pensare che fino a pochi anni fa Unicredito era nemica di Mediobanca mentre ora stanno pensando a un avvicinamento; Intesa era sul fronte di Mediobanca da quando riuscì a prendere Comit, mentre ora è sul fronte opposto”. La situazione, insomma “è in progress, bisogna saper aspettare sul medio termine senza seguire troppo le voci del momento”.

“Sono scenari apocalittici – taglia corto l’analista di una Sim italiana che per politica aziendale non può essere citato – è vero, Generali è scalabile all’80%, ma quell’80% vale qualcosa come 70.000 miliardi, in più si dovrebbe mettere in conto un premio di maggioranza. Chi ha tanti soldi?”.

In questo momento in Italia l’unica che ha le casse piene è Pirelli, “ma Generali mi sembra davvero lontano dal core-business di Pirelli, non sarebbe credibile. All’estero? Credo che mai lo Stato italiano permetterebbe l’ingresso di un socio straniero in un gruppo come Generali”.

Secondo l’analista “è più facile immaginare una spartizione della torta: si può ipotizzare Maranghi, patron di Mediobanca, che si tiene il 15% di Generali e si avvicina sempre di più a Unicredito; Fiat, Edf e gli altri che hanno oltre il 50% di Montedison e lanciano l’offerta su Edison, e Generali che resta dove sta. Non mi sembra plausibile nemmeno un’opa di Unicredito sul gruppo triestino in quanto non avrebbe un valore industriale”.

Dal punto di vista tecnico, Andrea Savio, analista di Gestnord Intermediazione Sim, dice a Wall Street Italia che il titolo Generali (ora segna +0,33% a €36,85; ndr) ha un range di oscillazione compreso tra €38 e €34. “Il titolo è acquistabile tra i €35 e i €34 o se dovesse rompere in rialzo la soglia dei €38 – dice Savio – sarebbe pericoloso se chiudesse la settimana sotto €33,50 perché darebbe un segnale di forte negatività”.

Per Cennini, di Uniprof, Generali è “Hold”, cioè da tenere, a €37: “non ha multipli tali da giustificare una valutazione più alta”.

Quanto a Intesa, Savio spiega che “è vicina al supporto di €4,08 (ora segna -0,36% a €4,14; ndr); se dovesse chiudere la settimana al di sotto di questa quota, potrebbe arrivare a €3,80-€3,70, dove potrebbero esserci tentativi di acquisto sul medio periodo”.

(SULL’ARGOMENTO VEDI ANCHE:


Speciale WSI: Scontro Agnelli/Mediobanca)

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