Inps, Boeri: “Governo ci toglie fondi per vendicarsi di taglio vitalizi”

15 Gennaio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Continua il balletto sulla famosa busta arancione che l’Inps avrebbe dovuto inviare ai lavoratori e alle lavoratrici con la simulazione del calcolo della pensione e l’estratto conto previdenziale, ma che – pare – per mancanza di risorse non ha ancora potuto fare.

Dopo aver accusato il governo di aver cancellato per ben due volte in extremis l’emendamento alla Legge di Stabilità 2016 che prevedeva proprio il trasferimento delle risorse dell’Inps destinandole alle spese postali necessarie per l’invio a casa della busta arancione a tutti i contribuenti, il numero uno dell’istituto di Previdenza sociale, Tito Boeri, ne torna a parlare in occasione del workshop “L’implementazione dell’agenda digitale italiana e le nuove sfide della rete”.

Il presidente dell’Inps assicura l’impegno ad inviare, a tutti, le buste arancioni, ma occorre trovare il modo che non può essere quello on line visto che ancora oggi molti non sono in possesso delle credenziali di accesso ai servizi on line dell’Inps.

“Le manderemo, ci impegniamo a mandarle perché bisogna raggiungere tutti, dobbiamo trovare il modo. Non si può sostituirle con la comunicazione online, visto che c’è chi non ha il Pin Inps. Proprio chi non è digitalizzato ha più bisogno di ricevere la busta arancione”.

Duro il botta e risposta tra lo stesso Boeri e il Governo: dopo lo stralcio in sede di adozione in via definitiva della Legge di Stabilità dell’emendamento sulle risorse da affidare all’Inps per l’invio ai lavoratori delle buste con il calcolo della pensione, il presidente dell’Istituto di previdenza aveva fatto intendere di una piccola vendetta ai danni dell’Inps.

“Alcune voci dicono che sia stato fatto perché noi abbiamo proposto di tagliare i vitalizi”, aveva affondato Boeri durante un’intervista a SkyTg24.

Frasi intimidatorie quelle pronunciate dal presidente Inps secondo la Camera dei deputati, che ha chiesto così al Governo di intervenire. È poi arrivata la risposta del ministro delle Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi: “Sarà nostro impegno chiarire a Boeri che il suo dubbio è infondato”.