Inflazione Usa, Natixis: “Incremento transitorio”

13 Luglio 2021, di Alberto Battaglia

“Gli ultimi dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti” confermano la tesi che l’incremento dell’inflazione sia transitorio, come indicato dalla Federal Reserve: “l’unico segmento con grandi incrementi salariali è il Leisure & Hospitality, vale a dire il settore meno pagato”.
E’ quanto affermato in una nota d’analisti dalla responsabile della Global Market Strategy di Natixis Investment Managers Solution, Esty Dwek. “Inoltre, gli indicatori utilizzati per valutare la ripresa indirizzata da Powell stanno mostrando segni di stagnazione, per esempio, i tassi di partecipazione al lavoro degli americani senza laurea e la disoccupazione degli afroamericani, dato quest’ultimo in effetti in peggioramento nella rilevazione di giugno”, ha proseguito l’analista.

A giugno la traiettoria dell’inflazione ha continuato a puntare verso l’alto, portando l’indice dei prezzi al consumo al 5,4%; anche l’indice che esclude le componenti più volatili del paniere il core CPI ha raggiunto il 4,5% – massimo livello mai toccato da 29 anni.
“La maggior parte del movimento in termini di inflazione sembra derivare da strozzature della catena di approvvigionamento”, ha sostenuto Dwek, “fenomeni questi che dovrebbero gradualmente migliorare nel corso della seconda parte dell’anno”.

Il punto sui contagi e sulle elezioni in Germania

Per quanto riguarda l’outlook sul rischi-contagi, Natixis ritiene che notizie confortanti siano arrivate dal Regno Unito, ove l’aumento dei casi non si è tradotto in un incremento dei ricoveri ospedalieri altrettanto significativo. “Nel frattempo, in alcuni stati degli Usa e nelle regioni europee, si sta riscontrando un incremento dei contagi, ma rimangono per ora dei cluster ridotti”, ha aggiunto Dwek, “i mercati emergenti continuano a rimanere indietro sul fronte della vaccinazione, ma i casi rimangono molto bassi in Cina e sembrano ormai aver raggiunto il picco in India”.

Sullo sfondo restano le elezioni federali in Germania del prossimo 16 settembre, che vedono risalire nei sondaggi le chance dei cristiano democratici guidati da Armin Laschet – benché i Verdi risultino ancora il primo partito nelle intenzioni di voto. “Laschet, ha fatto intendere che l’Unione europea dovrà tornare alle politiche di stabilità del trattato di Maastricht, attualmente sospese”, ha commentato Natixis, prefigurando “difficili negoziati in futuro, dato che la maggior parte dei paesi dell’Ue attualmente non rispettano il trattato di Maastricht e potrebbero voler estendere la sospensione oltre l’attuale scadenza del 2023”.