L’inflazione pesa in modo sproporzionato sui più poveri, dice la Bce

10 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

L’alta inflazione, concentrata su energia ed alimentari, sta pesando in modo sproporzionato sulle classi meno abbienti, che dispongono anche di riserve finanziarie minori per far fronte allo shock. Lo rileva una ricerca della Banca centrale europea, che sottolinea come l’impennata dei prezzi stia aumentando il divario fra classi di reddito, ai massimi dal 2006.

Di fronte all’aumento di spesa energetica, spiega il rapporto, “la riduzione dei risparmi nelle famiglie del quintile di redditi più basso è oltre 5-6 volte quella delle famiglie nel quintile più alto“.

Una situazione, quella appena descritta, risultato del fatto che “le famiglie a basso reddito sono più vulnerabili a queste variazioni di prezzo, poiché spendono una quota maggiore della loro spesa totale per consumi per beni essenziali come cibo, elettricità, gas e riscaldamento, tendono a risparmiare meno e sono più soggette a vincoli di liquidità“, spiega la ricerca.

A poco o a nulla è servito l’intervento dei governi dell’area euro, che hanno adottato “misure per attutire l’impatto della recente inflazione sulle famiglie”. Finora – si legge –  tutti i gruppi di reddito percepiscono queste misure come insufficienti, in particolare le famiglie a basso reddito“. Ciò indica che “c’è spazio per migliorare il modo in cui le misure di sostegno sono rivolte alle famiglie a basso reddito”.

Come se non bastasse, le famiglie europee hanno ridotto in modo drastico le aspettative di crescita dei propri redditi nei prossimi 12 mesi, pur di fronte a previsioni di spesa rimaste invariate. Il rapporto trimestrale afferma che “le famiglie si aspettano che la crescita nominale dei redditi sia dello 0,6% nei prossimi 12 mesi, contro l’1% di agosto, con un declino più marcato nella fascia d’età 55-70 anni e sui redditi medi. Le aspettative di crescita della spesa nominale restano invariate al 4,5%”, ma più basse per la fascia dei giovani (18-34 anni).

Inflazione sempre bollente: le attese dei consumatori Ue

Le prospettive non lasciano intravedere nulla di buono. Dopo che l’inflazione è salita al di sopra il target del 2% nel luglio 2021, anche le percezioni e le aspettative sull’inflazione delle famiglie hanno iniziato a salire. Secondo l’ultima indagine condotta dall’istituto di Francoforte,  i consumatori si aspettano un indice dei prezzi al consumo al 5,1% nei prossimi 12 mesi, e del 3% nei prossimi tre anni.

Gli ultimi dati diffusi dall’Eurostat hanno mostrato un tasso di inflazione annuo nell’area euro del 9,9% a settembre 2022, in rialzo rispetto al 9,1% di agosto 2022. Un anno fa, il tasso era del 3,4%. Nell’Unione europea l’inflazione si attesa al 10,9% a settembre, in aumento rispetto al 10,1% registrato ad agosto.