Inflazione? L’hanno creata le banche centrali

22 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Il motivo per cui il capitalismo è così disfunzionale e i mercati finanziari in crisi lo ha spiegato bene al giornalista investigativo Jim Edwards un economista della City di una banca d’affari molto nota.

L’inflazione sarebbe stata creata dalle banche centrali, le quali interpretano nel modo sbagliato i dati sui prezzi al consumo e come si manifesta nei mercati di capitali liberi. Si tratta di una teoria affascinante che circola nelle sale operative della City di Londra.

Ecco spiegato come mai anche se le banche centrali di Danimarca, Svezia, Giappone, Svizzera e Eurozona hanno imposto tassi di interesse negativi, i paesi interessati non hanno mostrato alcun segnale di inflazione monetaria. Anzi, gli indici dei prezzi al consumo restano ben lontani dagli obiettivi prefissati dagli istituti di politica monetaria. Anche negli Stati Uniti e nel Regno Unito, paesi che hanno imposto tassi zero o poco più su, l’inflazione è sottotono.

Secondo la teoria enunciata dall’economista “con le loro misure i banchieri centrali hanno creato tonnellate di inflazione in tutte le sorti di beni ma che non se ne sono accorti perché continuano a guardare l’inflazione tradizionale, che si manifesta a livello dei prezzi al consumo (indice CPI), ovvero salari, prezzi dei prodotti in vendita, etc”.

Inflazione calcolata nel modo sbagliato

Il problema è che l’inflazione è fungibile, ossia i beni si possono sostituire con altri. Pertanto l’analisi dei prezzi al consumo dovrebbe tenere conto anche dei prezzi dei beni e dei titoli finanziari, specialmente in un mondo così dipendente e interconnesso ai mercati finanziari come quello globale in cui viviamo da un paio di decenni.

Le bolle del mercato immobiliare in Norvegia e Germania, oppure nelle città di Stoccolma, Londra e San Francisco, offrono un esempio lampante di come su questi livelli si possa parlare di inflazione. Gli investori, poi, stanno investendo molti soldi in startup private del settore tecnologico che producono profitti scarni.

La storia assume un fascino particolare se si pensa che l’ex numero uno della Federal Reserve, Alan Greenspan, non è riuscito a evitare lo scoppio della bola dot com negli Anni 2000, mentre l’uomo che l’ha succeduto, Ben Bernanke, pur essendo anche lui un economista estremamente preparato non ha potuto scongiurare l’esplosione della bolla immobiliare e creditizia del 2007.

Allo stesso modo Janet Yellen e i suoi omologhi presso la Bank of England, la banca nazionale svedese e la Banca centrale europea non stanno facendo nulla per risolvere il problema rappresentato dal boom dei mercati immobiliari negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Europa e in Svezia, che stanno distorcendo i prezzi dei mercati nell’Europa nord-occidentale.

Fonte: Business Insider