Inflazione, i vantaggi della gestione attiva per essere più selettivi. Il punto di De Mare a Consulentia

7 Aprile 2022, di Massimiliano Volpe

Nel corso di Consulentia 2022, l’evento Anasf dedicato ai consulenti finanziari, abbiamo incontrato Giovanni De Mare, Head of Italy di AllianceBernstein. Con il manager abbiamo parlato dei vantaggi della gestione attiva nei fondi comuni per fare fronte al balzo dell’inflazione e di come deve essere composto un portafoglio finanziario in questo particolare momento.

 

Quale è il vantaggio della gestione attiva in un momento storico come quello attuale?

Poiché la maggior parte dei modelli quantitativi dell’industria dell’asset management sono stati sviluppati dopo l’alta inflazione degli anni ’70, essi sono progettati per un regime deflazionistico e potrebbero non fornire indicatori affidabili per il futuro. In più, dato che gli effetti dell’inflazione sulle aziende sono complessi, crediamo che un’analisi fondamentale completa, che enfatizzi le caratteristiche di alta qualità, sia essenziale per trovare le aziende che sopporteranno davvero condizioni più difficili.

Con una gestione attiva si ha la possibilità di essere selettivi. Oggi, i margini di profitto sono estremamente alti a livello globale. La combinazione di margini elevati, il rallentamento della crescita e la pressione dei costi di input comprimerà la redditività di molte aziende, a nostro avviso, e gli investitori devono trovare aziende che possano mantenere i propri margini anche nel caso in cui queste condizioni dovessero persistere.

Per poterlo fare è necessario identificare gli impatti microeconomici dell’inflazione che influenzano le prospettive del business, il potenziale di cash-flow e i rendimenti futuri. Attraverso la gestione attiva è possibile focalizzarsi su due domande chiave che possono aiutare ad inquadrare l’analisi: come stanno evolvendo i costi degli input? L’azienda ha il potere di determinazione dei prezzi?

 

Come deve essere composto un portafoglio per fare fronte all’inflazione?

L’inflazione di oggi è pervasiva e colpisce molti prodotti e industrie in tutto il mondo. In più, anche se dovesse raffreddarsi, è probabile che l’inflazione rimanga più alta di quella a cui siamo stati abituati per molti anni. In questo nuovo mondo, crediamo che gli investitori azionari debbano applicare una visione strategica delle tendenze inflazionistiche all’analisi fondamentale.

I portafogli growth, ad esempio, dovrebbero diffidare delle aziende che sembrano ancora sopravvalutate dopo il recente sell-off, puntando invece su quelle con driver di crescita sostenibili che possono resistere a un ambiente macroeconomico più difficile. Per i titoli value, che storicamente hanno ottenuto risultati migliori con tassi d’interesse in aumento, riteniamo che le società con flussi di cassa e bilanci di qualità superiore e chiari catalizzatori di ripresa siano preferibili ai nomi più economici con fondamentali inferiori.

In ambito obbligazionario, vediamo un buon valore in questo momento nell’high yield dei mercati sviluppati. C’è stato un ciclo di insolvenze solo due anni fa con il Covid. Le società rimaste sono nella forma migliore che abbiano mai avuto. E, soprattutto, non sono aziende manifatturiere che necessitano di molta energia come input. I grandi settori includono l’assistenza sanitaria, le telecomunicazioni, i beni di consumo non discrezionali. In questi comparti l’energia ha un impatto, ma non è un livello significativo.

E così, anche se abbiamo visto un allargamento degli spread di credito, non pensiamo che questo porti a un aumento delle insolvenze. Il livello delle doppie B è il più alto che ci sia mai stato, mentre le triple C sono, francamente, al livello più basso che ci sia mai stato. E di nuovo, stiamo ancora vedendo più upgrade che downgrade. Quindi, pensiamo che questo rappresenti un buon punto d’ingresso.

 

Cosa state mettendo a disposizione dei clienti e consulenti finanziari in questa particolare momento per i mercati?

AllianceBernstein si caratterizza per la sua filosofia di investimento rigorosa, basata su un solido processo di ricerca. Questo ci permette di selezionare aziende e titoli di qualità, che siano in grado di navigare anche momenti di forte volatilità dei mercati. La gamma di strategie di AB spazia poi su varie asset class, con approcci differenti. Questo fa sì che ogni fondo abbia un suo ruolo, ovvero trovi una sua precisa collocazione all’interno di un portafoglio.

Detto ciò, AllianceBernstein continua nella sua azione di vicinanza ai propri clienti e consulenti, con incontri mirati con le diverse reti o con il coinvolgimento di gestori per l’organizzazione di meeting ad hoc. Prosegue, inoltre, l’attività di stampo più educational dell’AB Advisor Institute che attraverso il suo managing director, Ken Haman, offre seminari informativi e guide facili da seguire per espandere le competenze nella pianificazione e gestione patrimoniale.