Inflazione, gli italiani continuano a ridurre i consumi

3 Dicembre 2022, di Pierpaolo Molinengo

L’inflazione è ancora elevata, ma è in rallentamento. La fine del 2022 potrebbe essere meno preoccupante per le famiglie, rispetto agli scorsi mesi. È troppo presto per gioire, però. La crisi geopolitica, per il momento, non sembra essere in via di rapida soluzione. L’economia mondiale è meno dinamica e l’inflazione è ancora elevata, anche se in rallentamento: anche se è più corretto dire che è in rallentamento, perché si intravede ancora la recessione.

In Italia l’economia sta scontando l’arretramento dei consumi, che stanno innestando un’inversione del ciclo economico. I vari sostegni economici e i bonus hanno, di fatto, compensato in larga parte la perdita del potere d’acquisto del reddito dei lavoratori. Ma niente può compensare la riduzione reale del valore della ricchezza liquida, che da sempre costituisce un importante fattore di alimentazione della spesa delle famiglie.

Il vero problema dell’inflazione

Uno dei principali problemi del mese di ottobre continua a essere l’inflazione. Nel corso dello scorso mese la variazione del 3,4% congiunturale ha portato il tasso di variazione su base annua all’11,8%. Le stime di Confcommercio prevedono che, nel corso del mese di novembre, l’inflazione possa registrare un incremento dello 0,4%. Rimane invariato, sostanzialmente, il tasso di crescita tendenziale: 11,7%. L’inflazione è meno dinamica, ma questo non prelude a una fase di rientro, che potrebbe arrivare solo e soltanto con il secondo quadrimestre del 2023.

La recessione tecnica potrebbe arrivare nei trimestri a cavallo tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Le stime della Confcommercio prevedono che a novembre il Pil registri una riduzione dello 0,7% congiunturale, accentuando la tendenza al ridimensionamento dell’attività economica iniziata a settembre 2022. Nel confronto annuo la variazione, nel mese in corso, si dovrebbe attestare allo 0,4%, in ulteriore rallentamento rispetto ai mesi precedenti.

L’Indicatore Consumi Confcommercio (ICC) mette in evidenza come i consumi nel mese di ottobre si siano ridotti nel confronto annuo (-1,4%), per effetto di una contrazione della domanda per i beni (-2,7%) e di una crescita per i servizi (+2,1%). All’interno dell’aggregato dei beni per alcuni segmenti (alimentari, mobili ed elettrodomestici) la flessione su base annua comincia ad assumere toni significativi. Rimane critica la situazione nel settore dell’automotive nonostante il lieve miglioramento di ottobre.

Come si sono mossi i consumi

Nell’ottobre 2022, la domanda delle famiglie si è rivolta principalmente ai servizi. In questo caso siamo davanti a una vera e propria fase di recupero, anche se la domanda di attesta su livelli che sono molto distanti da quelli che erano stati registrati nel corso del 2019.

Per quanto riguarda i beni, ad ottobre si conferma una tendenza, sostanzialmente diffusa, nel ridurre i volumi acquistati. Ridimensionamenti significativi nella domanda sono stati registrati per gli elettrodomestici (-6,0%) e i mobili (-5,6) segmenti particolarmente dinamici nel 2021. Rimane difficile la situazione del settore dell’automotive che, dopo quindici mesi di continue riduzioni, ha mostrato a ottobre una modestissima crescita su base annua (+1,1%). Nel confronto tra i primi dieci mesi del 2022 e lo stesso periodo del 2019 la domanda di autovetture da parte di privati è ancora inferiore del 25,3%. Ad ottobre si è acuita la tendenza da parte delle famiglie a ridurre i consumi alimentari (-5,9% su base annua), conseguenza non solo del processo di sostituzione con i consumi fuori casa, ma anche della decisa crescita dei prezzi, che impone alle famiglie comportamenti più oculati negli acquisti.