Inerzia Arabia Saudita: “prezzi petrolio si stabilizzeranno attorno a $60”

4 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I prezzi del petrolio si stabilizzeranno attorno ai $60 al barile. E’ quanto ritiene il principale produttore di petrolio dell’Opec, l’Arabia Saudita, stando al alcune fonti sentite dal Wall Street Journal. La posizione presa da Riyad sembra confermare l’inerzia del paese, che apparentemente non ha alcuna intenzione di tagliare la produzione nel breve termine, neanche in caso di ulteriore caduta dei prezzi del greggio.

Immediato il calo dei futures sul petrolio, come si vede dal grafico, dopo le dichiarazioni riportate. Si può spiegare facilmente il motivo per cui il tonfo del petrolio non è una buona notizia per i mercati.

Il flusso di petrodollari nei mercati finanziari globali si prosciugherà sempre di più, il crollo dei prezzi del greggio ha inflitto un duro colpo ai ricavi delle nazioni del cartello, dell’ordine di 316 miliardi di dollari.

Negli ultimi dieci anni i grandi paesi produttori di petrolio hanno pompato in asset finanziari come bond societari e titoli governativi Usa, immobiliare e azionario, i dollari guadagnati grazie al rincaro dell’oro nero.

L’esempio più lampante lo offre il Qatar, i cui emiri vengono spesso presi in giro dalla trasmissione satirica ‘Les Guignols’ (versione francese degli ‘Sgommati’) per le loro manie di shopping senza freni in Francia. Dopo aver comprato lo storico club di calcio Paris Saint-Germain, una puntata del popolare show Tv delle 20, mostra gli sceicchi intenti a negoziare l’acquisto anche della Tour Eiffel.

Gli sceicchi dell’emirato hanno fatto compere anche a Londra, aggiudicandosi la catena di supermercati Harrod’s, mentre il fondo sovrano di Abu Dhabi ha comprato una partecipazione azionaria nel lussuoso e sgargiante edificio di Time Warner a New York.

L’ondata di petrodollari che ha invaso i mercati non solo ha contribuito ad alimentare la liquidità, ma ha anche fatto salire i prezzi degli asset scambiati e mantenuto basso il costo del denaro. Il calo del 40% del Brent registrato da giugno invertirà il trend e i mercati globali si ritroveranno senza un supporto monetario enorme.
(Lna-DaC)