Incubo recessione: le aziende tagliano i costi. E rivalutano il lavoro ibrido

29 Settembre 2022, di Mariangela Tessa

Inflazione alle stelle e recessione dietro l’angolo: un mix micidiale per le aziende, che iniziano così a tagliare i costi. Questo è quanto emerge da un’analisi di IWG, gruppo di spazi di lavoro flessibili presente in Italia con i brand Regus, Copernico, Spaces, Signature e HQ.

Dal sondaggio, condotto su 250 cfo (chief  financial officer, direttore finanziario in italiano), emerge che he il 91% degli intervistati ritiene che una crisi economica sia inevitabile e più di un terzo (36%) prevede che si entrerà in recessione quest’anno. Di conseguenza, quasi tutti (97%) hanno iniziato ad attuare o stanno pianificando misure per diminuire i costi. Le spese per le strutture sono un obiettivo chiave per le aziende, con due terzi (65%) dei cfo che mirano a ridurle di oltre il 10% all’anno.

Lavoro ibrido cruciale per affrontare la recessione

Nel piano di revisione delle spese, il lavoro ibrido è considerato cruciale per risparmiare: l’82% dei cfo lo ritiene un modello più conveniente. Analogamente, una recente indagine condotta negli Stati Uniti da Robin – software per il lavoro flessibile – ha rilevato che l’83% dei dirigenti considera il lavoro ibrido un modo per risparmiare sui costi, mentre il 60% ha dichiarato di voler ridurre gli spazi di ufficio fino a oltre il 50%.

Per molto tempo le aziende hanno utilizzato gli uffici in modo inefficiente, ma la diffusione del lavoro ibrido e a distanza le ha spinte a rivalutare le spese collegate, con il 74% dei ceo delle Fortune 500 che dichiara di avere intenzione di ridurre gli spazi di lavoro.

I cfo intervistati confermano questa tendenza, con la metà (50%) delle aziende che ha già optato per locazioni a breve termine o spazi di lavoro condivisi, che offrono la flessibilità di aumentare o diminuire rapidamente il numero di postazioni di lavoro a seconda del budget, senza essere vincolati da lunghi contratti. Dalle analisi risulta che, in media, il lavoro ibrido può far risparmiare alle aziende circa 11.000 euro per dipendente, il che spiega perché due quinti (39%) dei cfo stanno considerando di passare a spazi esclusivamente condivisi.

L’azienda globale di tecnologia Cisco, per esempio, ha attivato il lavoro ibrido cinque anni fa, diminuendo del 50% gli spazi e le dimensioni del suo patrimonio immobiliare e risparmiando circa 500 milioni di dollari.

Ma non è solo il risparmio economico a guidare il cambiamento. Più della metà (53%) degli intervistati ritiene che anche i propri dipendenti preferiscano un modello di lavoro ibrido e l’87% concorda sul fatto che sia più conveniente in un momento in cui il costo della vita è in aumento. I dati evidenziano infatti che il lavoro ibrido può far risparmiare ai dipendenti fino a 366 euro al mese se si spostano in treno e fino a 143 euro al mese se si spostano in macchina. Mark Dixon, ceo e fondatore di IWG, ha commentato:

“In tempi di incertezza economica, il lavoro ibrido consente alle aziende di rimanere competitive ed essere resilienti. Mentre la pressione economica continua ad aumentare, le ricerche evidenziano che i cfo e i leader aziendali sono sempre più propensi a adottare questo modello di lavoro per varie ragioni: non solo perché contribuisce a favorire l’equilibrio tra lavoro e vita privata e il benessere dei dipendenti, ma perché fornisce anche una spinta significativa alla produttività. Inoltre, ricerche indipendenti hanno dimostrato che è possibile risparmiare circa 11 mila euro per dipendete adottando un modello di lavoro ibrido