In Italia l’investimento più importante è nell’educazione finanziaria

10 Maggio 2019, di Daniele Chicca

Prima della crisi immobiliare e finanziaria di dieci anni fa, il 90% degli italiani o quasi investiva gran parte dei propri risparmi in titoli di Stato (da lì l’appellativo di “Bot people“) oppure in un mutuo immobiliare. Non c’era bisogno di avere un’educazione finanziaria di alto livello. Oggi la situazione è cambiata.

Per chi vuole fare crescere i propri risparmi nel tempo, le possibilità sono diverse e non passano dai conti deposito e nemmeno dalla casa, bene immobile che in Italia non ha grandi prospettive, come ha sottolineato di recente il professore Paolo Legrenzi ai microfoni di Wall Street Italia durante il Salone del Risparmio 2019, a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Tenere parcheggiati i risparmi in un conto corrente, un libretto postale, o un conto deposito non protegge infatti dall’inflazione. I rendimenti sono troppo bassi, infatti, e quando saliranno sarà aumentata anche l’inflazione.

Questo significa che si potrebbe arrivare a perdere anche più del 20% del potere d’acquisto dei tuoi soldi ogni 10 anni, immaginando un’inflazione annua del 2%, secondo i calcoli di Lorenzo Brigatti, Behavioral Finance Editor presso LIXI Invest.

Il consiglio è pertanto quello di decidere di “prendere in mano la situazione finanziaria” e cominciare a farsi almeno una cultura finanziaria di base, per poi decidere cosa fare e quali prodotti finanziari sono adatti ai tuoi obiettivi finanziari”.

La domanda ‘dove conviene investire i risparmi’ ha molteplici risposte, perché queste variano da ogni singola persona. Per esempio le risposte dipendono dalle capacità di contenere le spese e dalla tolleranza al rischio di ciascuno. L’investimento che invece conviene a tutti, anche chi già conosce un consulente finanziario di fiducia, è nell’educazione finanziaria.