Professore Legrenzi: “gli immobili non sono un buon investimento”

3 Aprile 2019, di Alessandro Chiatto

“Gli italiani sono degli ottimi risparmiatori ma dei pessimi investitori”, lo ha dichiarato a Wall Street Italia Paolo Legrenzi dell’università Ca’ Foscari Venezia. Il professore, intervenuto durante il Salone del Risparmio 2019, spiega che “l’Italia è il fallimento più profondo che ha avuto la mia disciplina, scienze cognitive e anche il settore del risparmio”. “Siamo il paese messo peggio”.

Il grande problema dell’educazione finanziaria in Italia è che è stata fatta dagli economisti. L’assetto profondamente sbagliato non è dovuto a una questione di finanza o di economia. L’assetto sbagliato è quello complessivo. “Non siamo riusciti a trasmettere che quello che sembra molto sicuro non lo è”.

Gli immobili non sono un buon investimento – lo scrivo da anni – in un paese che non ha crescita economica e che ha un basso indice demografico”. Prima o poi i beni devono essere occupati, ma in Italia l’offerta supera la domanda. Non sono un buon investimento nei prossimi dieci anni. Purtroppo è considerato molto sicuro, perché c’è una profonda differenza tra ciò che viene considerato insicuro e ciò che invece fa paura, come i mercati azionari.

Il patrimonio degli italiani non è aumentato malgrado boom azionario degli ultimi 10 anni

Il mercato immobiliare in realtà ha reso in passato, per esempio nel secolo scorso e durante la grande crescita economica, ma il mondo è profondamente cambiato, soprattutto dopo l’ultima crisi. Le manovre delle banche centrali, spiega Legrenzi, hanno fatto schizzare il valore delle azioni e invece schiacciato i tassi, un mix deleterio per gli italiani.

Le Borse “sono in realtà la cosa più sicura” (in un’ottica di lungo termine). Tuttavia soltanto il 2% delle famiglie italiane ha usufruito del boom dell’azionario, ossia della più lunga e solida crescita dei mercati azionari”, i cui valori sono raddoppiati negli ultimi dieci anni.

Gli italiani invece hanno perso un treno importante e “il patrimonio complessivo in realtà non è aumentato”. Queste case si sono a prezzi reali svalutate e “tutto il risparmio ne ha risentito“. La prima tappa da fare è quella di convincere gli italiani a rivolgersi ai consulenti finanziari.

Anche la parte finanziaria è investita male in Italia, perché gli italiani non si assicurano e tengono molti soldi liquidi per il “non si sa mai”. Andrebbero risolti con l’assicurazione e non mantenendo la liquidità. Il nostro cervello non è adatto a orizzonti lunghi, perché si concentra sul breve.

In Italia si pensa molto alle future generazioni, ma paradossalmente l’atteggiamento proprio per questo dovrebbe essere opposto, visto che se i soldi vanno poi ai figli e quindi l’ottica diventerebbe ancora più a lungo termine. L’altro difetto degli italiani è che guardano l’andamento degli investimenti troppo spesso. “L’azionario che è il più sicuro viene considerato il più rischioso perché varia”, mentre il valore della casa non si può controllare spesso, bensì si scopre al momento dell’acquisto o della vendita.