In Grecia è finita l’austerity ma il popolo ha smesso di sognare

8 Dicembre 2017, di Alessandra Caparello

ATENE (WSI) – Dopo circa 10 anni di austerity e di grave recessione, la Grecia torna a risorgere. Il futuro dell’economia ellenica torna a ravvivarsi ma nonostante ciò i greci hanno  smesso di sognare il proprio futuro.

Negli ultimi tre trimestri Atene ha registrato una crescita economica consecutiva e quest’ anno dovrebbe raggiungere l’1,6% secondo le previsioni della Commissione Europea. Si stima che il prossimo anno continuerà il trend positivo, con un tasso di crescita del 2,5% circa e la fine dell’ assistenza internazionale prevista per l’estate. Tuttavia, nelle strade di Atene, la gente non è soddisfatta e dubita che la loro situazione migliorerà nel breve termine.

“Non sogniamo. Siamo onesti, continuiamo la nostra vita, sappiamo di non vivere in estrema povertà. Ma se volete imparare una seconda lingua, se volete fare qualcosa per voi stessi, migliorare le vostre abilità, non potete farlo  o siete molto limitati”.

Così alla Cnbc Eva Pavlopoulo, una studentessa di 29 anni, che sta attualmente studiando per il suo secondo master, sperando di aumentare le chance di trovare un lavoro nel campo dell’ambiente sostenibile. La disoccupazione, e in particolare la disoccupazione giovanile, rimane una delle maggiori piaghe in Grecia. Nel 2016, il 47,3% della popolazione greca di età inferiore a 25 anni era disoccupata. Si tratta di quasi la metà della popolazione e di oltre due volte il tasso medio nell’area dell’euro.

Altra nota dolente le pensioni: l’età pensionabile è aumentata e gli assegni previdenziali sono stati ridotti più di dieci volte dall’inizio della crisi nel 2010. I pensionati sono scesi nelle strade di Atene all’inizio di quest’anno in segno di protesta, e i creditori internazionali hanno detto che il governo deve fare ulteriori riforme. Al problema economico si aggiunge l’esodo di migliaia di persone dalla Grecia, alla ricerca di migliori condizioni di vita all’estero. Le speranze arrivano solo dal settore turistico. Qui nei primi nove mesi del 2017, i ricavi si sono attestati a 13 miliardi di euro, contro gli 11,7 miliardi di euro dello stesso periodo del 2016, come evidenziato dai dati della banca centrale greca.

Un quadro desolante che nonostante timidi segnali di ripresa peserà sulle elezioni. Al momento, il partito conservatore di Nuova Democrazia sta sondando circa 12 punti percentuali davanti a Syriza, che ha guidato la Grecia dal 2015. La popolazione sembra divisa su chi guiderà il paese dopo le prossime elezioni, ma la maggior parte sembra essere stanca del intero sistema politico. Syriza ha deluso alcuni esponenti della sinistra per aver attuato misure di austerità e la reputazione dei principali partiti rimane danneggiata dopo anni di promesse fallite.