In Europa Italia declassata, contiamo zero

29 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – A Bruxelles fervono i lavori per completare la “Casa della Storia Europea”, il museo voluto dal Parlamento Ue per dare ai visitatori l’opportunità di sapere di più sulla storia europea, per facilitare la discussione sull’Europa e sul processo d’integrazione. Per realizzare la struttura, che sarà inaugurata nel 2015, il Parlamento UE ha stanziato oltre 56 milioni di euro (31 milioni per ristrutturare l’edificio, 15,4 per gli allestimenti, 6 per le esigenze del multilinguismo, 3,7 per acquistare gli oggetti da esporre, mentre costerà 11,5 milioni la gestione annuale).

Fino alle recenti elezioni europee, sul sito della Casa della Storia Europea era pubblicato l’elenco dei componenti degli organi direttivi, tra i quali non compariva nessun italiano.

Considerato che l’Italia è ed è stata tra i principali protagonisti della storia europea, che tra padri fondatori dell’Unione spiccano, per il ruolo prominente nella genesi del progetto dell’unificazione e d’integrazione, Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli e che il museo è realizzato anche con risorse provenienti dai contribuenti italiani, perché negli organi direttivi e scientifici della “Casa della Storia Europea” non ha trovato posto almeno una autorevole personalità della cultura italiana? Cosa può fare il premier Renzi, durante il semestre di presidenza italiana, per rimediare a questa umiliante situazione?

Giancarlo Di Nunzio e’ responsabile di Euroforum, una società di comunicazione specializzata in cultura, con sede a Roma.