In caso di Brexit, la Gran Bretagna brucerebbe fino al 2% del Pil

26 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Gli analisti di Credit Suisse non hanno dubbi: il vero evento politico del 2016 e’ rappresentato dal referendum che decreterà l’uscita o meno della Gran Bretagna dall’Unione europea, la cosiddetta Brexit.

In attesa di vedere cosa succede, gli esperti della banca svizzera stimano che se il Regno Unito uscisse dall’ Unione europea  è probabile che andrebbe incontro ad “un immediato e simultaneo shock economico e finanziario”.

Crollo degli investimenti, calo della fiducia, ma anche un improvviso stop ai flussi di capitali Oltremanica: sono solo alcuni degli aspetti negativi di un abbandono dell’Unione, con relativo impatto sui conti pubblici e sulla sterlina.

Nel peggiore degli scenari – dicono da Credit Suisse –  la Brexit brucerebbe fino al 2% del Pil britannico, sostiene la banca.

“Un voto per lasciare l’Ue – mette in guardia l’istituto – sarebbe un evento negativo anche per il deficit  delle partite correnti britanniche, ora al 5% del Pil, che rischierebbe di salire ulteriormente per via di un calo degli investimenti diretti”.