In bilico le sorti del dollaro, ecco cosa potrebbe accadere

8 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Il mercato FX ieri somigliava più alle montagne russe che a qualche insieme ordinato di scambi: il dollaro è sceso ad un minimo da 8 mesi a questa (1,40) parte contro l’euro nel primo pomeriggio, solo per invertire la rotta e finire in serata quasi invariato. Questo storno sull’EurUsd è stato notevole ma forse potremmo vedere un retest di 1,40 prima di scendere.

Da trader, cerchiamo un minimo di consolidamento o comunque qualche segnale più decisivo del fatto che l’euro abbia effettivamente colpito un “soffitto” robusto. Ci sono buone chance che siamo nelle fasi finali di debolezza del dollaro ma la motivazione più plausibile per il movimento di ieri è la chiusura di posizioni in attesa degli NFP, e del G7/IMF di questo weekend. Inoltre, il fatto che Yen e dollaro Australiano non si siano indebolite contro il greenback mostra che la fase di debolezza del dollaro ancora non è terminata.

Negli ultimi 3 mesi, EurUsd e AudUsd hanno corso parecchio e quindi sarebbe più che logico ridurre la propria esposizione prima di eventi rischiosi come gli NFP (l’evento che crea più volatilità in assoluto sul mercato FX).

I Payrolls sono l’ultima spiaggia per il dollaro e anche un lieve miglioramento del mercato del lavoro USA potrebbe non dare il sostegno necessario. Se gli NFP mostreranno oggi una solida crescita degli occupati del settore privato, dovremmo vedere un rally nel USD. Più grande sarà la sorpresa, maggiore sarà la ripresa del Greenback.

UsdJpy sarà comunque il cambio più reattivo, poi EurUsd, GbpUsd, AudUsd in base alla propensione/avversione al rischio. Gli scenari plausibili sono 5: NFP come da attese, e allora continuiamo a dormire fino a lunedì; NFP migliora con gli occupati del settore privato oltre i 67k e dovremmo vedere una bella ripresa del dollaro; NFP scende meno di 25k, e vedremo probabilmente una lieve debolezza del biglietto verde; NFP in discesa meno di 25k ma settore privato esplode sopra i 75k e vediamo un lieve miglioramento del dollaro; NFP scende oltre 50k, e sarà negativo per il dollaro.

L’IMF d’altra parte sta cercando di fungere da “mediatore” in questa guerra valutaria. Il capo dell’IMF, Strauss-Kahn, ha pronunciato la propria preoccupazione per la mancanza di cooperazione internazionale in questo momento difficile per l’economia globale. Egli crede che la Cina debba “sistemare” lo Yuan presto, e che occorra dare più voce ai paesi emergenti. Interventi valutari di alcuni paesi ovviamente stimolano interventi difensivi di altri paesi e quindi gli squilibri aumentano.

Anche il nostro “sterile” Trichet si è pronunciato ieri a proposito del mercato FX dicendo che “movimenti eccessivi hanno implicazioni avverse” anche se il mercato ha totalmente ignorato le sue parole, spingendo prima sopra 1,40 e poi sotto 1,39.

Anche la sterlina ha ridato indietro tutti i precedenti guadagni contro il dollaro (era salito oltre 1,6000) anche perché la BoE ha deciso di mantenere tutto stabile, sia QE che tassi, sulla base di report disomogenei sulla salute dell’economia UK.

Infine stamani commentiamo la mancanza di interventi della BoJ: lo yen è su livelli mai visti dall’aprile 1995 quando ha raggiunto il minimo storico a 79,75. Eppure nessuno fiata: forse la BoJ non vuole essere nominata come “manipolatrice” per mantenere uno status leggermente migliore rispetto alla Cina.

Un secondo motivo è sicuramente l’ingente spesa che i due interventi precedenti (peraltro inefficaci) hanno comportato. Finchè non cambia il sentimento generale del mercato, e finchè non si risolve la guerra valutaria, lo yen potrebbe continuare la salita.

Passando all’analisi tecnica, stamattina dovremmo vedere poco movimento in generale in quanto l’evento principale della giornata è l’uscita degli NFP di questo pomeriggio alle 14.30. Stamattina quindi l’euro dovrebbe essere compreso tra 1,3920 e 1,3960 anche se la price action è decisamente più bassa rispetto a ieri. Una rottura sotto 1,3920 apre la via a 1,3880 mentre sopra sappiamo benissimo che 1,4000 è la resistenza chiave.

L’EurJpy si mostra più tonico e potrebbe addirittura azzardare un 115,00 se riesce a superare 114,80. Invece, discese sotto il 114,50 portano a 114,20. L’eurgbp invece si mantiene comunque sostenuto per la debolezza rinnovata della sterlina ma la resistenza è molto vicina a 0,88 mentre discese sotto 0,8775 portano rapidamente a 0,8755.

La sterlina è infatti debole stamani e le discese di GbpUsd possono raggiungere 1,5820 mentre solo rotture sopra 1,5900 possono portare qualche rialzo ulteriore verso 1,5950. GbpChf invece ha rotto sotto 1,5340 e si dirige verso 1,5280. Lo yen rimane generalmente forte (poveri esportatori nipponici!) ma in fase di consolidamento su UsdJpy, ChfJpy e GbpJpy. Solo EurJpy si era mostrato più tonico e forse vuole attentare a 115,00.

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