“In arrivo valanga epica di default, travolgerà banche e correntisti”

20 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Altro che crisi Lehman Brothers. Il sistema finanziario globale è diventato pericolosamente instabile e rischia una valanga epica di default, che metteranno a dura prova la stabilità sociale e politica del mondo intero. A prevederlo è William White, presidente della Commissione di revisione dell’Ocse ed ex economista presso la Banca dei Regolamenti Internazionali:

La situazione è peggiore di quella del 2007. Le nostre munizioni macroeconomiche per combattere le crisi sono praticamente esaurite”.

White è stato intervistato dal Telegraph alla vigilia della riunione annuale del Word Economic Forum di Davos. Parlando con Ambroise Evans-Pritchard, l’economista ha motivato le sue previsioni:

“Negli ultimi otto anni, i debiti hanno continuato a crescere, raggiungendo livelli tali in ogni parte del globo da diventare una potente causa di danni. Nella prossima recessione sarà ovvio che molti di questi debiti non saranno mai rimborsati, e tale fattore andrà a discapito di molti investitori che credono che gli asset che possiedono valgano qualcosa. L’unico interrogativo è se saremo capaci di guardare in faccia la realtà e affrontare quello che sta arrivando in un modo ordinato, o se invece tutto accadrà nel caos. I giubilei del debito vanno avanti da 5.000 anni, e risalgono al tempo dei Sumeri“.

Il prossimo compito che attende le autorità globali è di fatto capire il modo in cui gestire le ristrutturazioni dei debiti senza dar vita a una tempesta politica. Secondo White è probabile che sia l’ Europa a soffrire i più grandi tagli ai crediti.

Le banche europee hanno ammesso, d’altronde, di avere i bilanci ingolfati da crediti deteriorati per un valore di ben $1.000 miliardi e sono tra l’altro pesantemente esposte verso i mercati emergenti .

Il sistema bancario europeo, secondo White, potrebbe dunque aver bisogno di essere ricapitalizzato a livelli fino a ora neanche immaginabili, con le nuove regole di “bail in” che stabiliscono già il coinvolgimento, nelle perdite delle banche, dei correntisti che detengono più di 100.000 euro negli istituti.

Gli avvertimenti di White hanno particolare risonanza, dal momento che l’economista è stato uno dei pochi banchieri centrali a dire chiaramente tra il 2005 e il 2008 che la finanza del mondo occidentale sarebbe crollata, e che l’economia globale rischiava una crisi violenta.

White è anche uno dei pochi banchieri ad ammettere che gli stimoli arrivati dalle banche centrali con Quantitative Easing  e la politica dei tassi a zero adottata dopo la crisi di Lehman Brothers ha alimentato nei mercati emergenti bolle sul credito e un indebitamento in dollari difficile da controllare, in un mondo di flussi di capitali che circolano liberamente.

Il risultato è che il valore combinato del debito privato e pubblico è volato al record di tutti i tempi, al 185% del Pil nei mercati emergenti e al 265% del Pil nell’area Ocse. In entrambi i casi il rialzo è stato di ben 35 punti percentuali dal massimo testato nell’ultimo ciclo del credito, nel 2007.

“Dopo la crisi di Lehman Brothers i mercati emergenti si sono presentati come una soluzione. E invece ora fanno parte anche essi del problema“.

Sicuramente, anche se è impossibile secondo White riuscire a prevedere l’elemento che scatenerà la prossima crisi, la svalutazione dello yuan da parte della Cina ha il potere di creare una metastasi del cancro che ha colpito di nuovo la finanza.

“Ogni economia rilevante sta combattendo una guerra valutaria, anche se insiste che il QE non ha nulla a che fare con la svalutazione competitiva”.

E ora a suo avviso la Fed è davvero nei guai, in quanto è caduta nella “trappola del debito”. Insomma, per White:

“la situazione è talmente negativa che non esiste una giusta risposta. Se (la Fed) alzerà i tassi, le cose andranno male. Se non alzerà i tassi, le cose andranno anche peggio“.