IMMOBILIARE USA, IN ARRIVO UNA SECONDA RECESSIONE

17 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

Un settore, quello immobiliare, nuovamente con il freno a mano tirato mentre i Titoli di Stato si preparano a un nuovo ritracciamento. Stessa sorte anche per i famigerati Mortgage-backed securities (MBS), quei prodotti di finanza creativa frutto della trasformazione di debiti ipotecari in titoli negoziabili sui mercati, con annessi tutti i rischi (di credito, se il debitore ultimo fallisce, e di liquidità se il mercato viene paralizzato dall’incertezza sull’effettivo valore dei titoli).

Non ha dubbi Meredith Whitney, l’analista diventata famosa durante la crisi finanziaria per la sua visione particolarmente pessimista, soprattutto sul settore bancario.

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“Il settore immobiliare sicuramente ripiombera’ un una seconda recessione”, ha preannunciato ai microfoni di Cnbc l’a.d. di Meredith Whitney Advisory Group. Dal suo punto di vista i programmi governativi a supporto del comparto residenziale sono stati piuttosto “opachi” e quando il loro contributo verra’ meno, l’offerta eccedera’ la domanda dando il via a nuove flessioni del real estate.

“I prezzi che si osservano per Treasury e MBS suggeriscono una concreta correzione. Gli unici a mettere in portafoglio i titoli garantiti da un insieme di prestiti ipotecari sono Fed e banche. Questo fa capire quanto la situazione sia precaria”, ha aggiunto l’esperta che avverte: “se la Banca Centrale americana si tira indietro e’ un vero problema…perche’ non ci sono acquirenti sostitutivi”.

Tra le righe del suo discorso, si legge anche l’insuccesso delle mosse adottate dal team di Ben Bernanke, pensate per aiutare il sistema bancario a patto che tornasse a erogare credito. Secondo Whitney, la Fed non puo’ far si’ che le banche aprano nuovamente i rubinetti dei prestiti. Il perche’ e’ semplice: il business model del settore finanziario in uso prima della crisi e’ rotto.

Prima dello scoppio della crisi, ha spiegato l’esperta, le banche erano in grado di offrire alla loro clientela mutui a basso costo grazie al fatto che facevano soldi trasformando proprio questi prestiti i nuovi prodotti, rivenduti sul mercato. Ora pero’ che il mercato della cartolizzazione dei crediti e’ praticamente fermo, non c’e’ stato un incremento dei mutui alla clientela. Almeno non a sufficienza per compensare la flessione dei ricavi degli istituti. Ecco perche’ le banche hanno operatori in modo difensivo negli ultimi due anni.

Non e’ un caso, dunque, che si guardi da vicino qualsiasi decisione da parte della Fed sull’acquisto di mortgage-backed securities, la cui voce pesa per un terzo sul suo bilancio.

Altra stangata sul futuro del settore bancario: i profitti messi a segno l’anno scorso, e legati alle performance del mercato dei capitali, non sono “replicabili”. “Coloro che si aspettano una normalizzazione dello scenario resteranno delusi”, ha avvertito Whitney. “La normalita’ non sara’ quella osservata negli ultimi 20 anni”, ha aggiunto.

A chi le ha chiesto cosa la farebbe diventare rialzista, Whitney ha ammesso di essere ottimista su alcuni istituti finanziari, senza pero’ fare nomi, e di essere bullish sul settore dei sistemi di pagamento.