Immobiliare: rialzo tassi Fed rischia di soffocare il mercato

21 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Il tanto atteso rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve c’è stato, per la prima volta dal 2006, ma ad essere preoccupati sono proprietari di casa, acquirenti e investitori immobiliari.

Anche se il rialzo è stato di pochissimo, la stagione degli aumenti che porterà i tassi di interesse ad essere più elevati, è ormai iniziata e a soffrirne però potrebbe essere il mercato immobiliare che corre il rischio di rimanerne soffocato. Se la Federal Reserve continua ad alzare i tassi di interesse e l’economia non riesce a seguire lo stesso ritmo, allora potrebbe esserci un rallentamento della domanda di immobili.

Questo perché i salari non aumentano così velocemente, nè tantomeno così velocemente si creano posti di lavoro e allora le persone avranno meno soldi e finiranno per pagare interessi più alti sui prestiti. L’aumento dei tassi di interesse renderà quindi i mutui più costosi e come tale una proprietà immobiliare diventerà meno conveniente.

Tuttavia chi ha contratto un mutuo a tasso fisso non ha nulla di cui preoccuparsi. Qualche timore dovrebbe averlo chi invece ha contratto un mutuo per l’acquisto di una casa con tasso variabile. Molti calcolatori di mutui che si trovano on line  permettono di verificare quanto si paga al mese di mutuo comprensivo di tasse: così per un mutuo di 250mila dollari, l’aumento di un quarto del tasso di interesse comporta un cambio nel pagamento mensile del mutuo di 33,14 dollari.

Se si considera che si dovrà ancora pagare il mutuo per altri 20 anni, la variazione complessiva del costo del mutuo è in aumento del 3,18%.  Cosa significa? Basti pensare solo che un incremento dell’1% comporta un costo aggiuntivo di 32,385 dollari, per un mutuo di 250mila dollari. Una cifra non da poco se si considerano 20 anni.