Immigrazione: piano Ue per l’Italia, che è furiosa con l’Austria

5 Luglio 2017, di Livia Liberatore

Una squadra di 500 esperti in rimpatri della Guardia Costiera e di Frontiera europea, pronti ad essere dispiegati su richiesta dell’Italia. E’ quanto prevede il piano della Commissione europea sull’immigrazione, presentato oggi. Il piano è diviso in tre parti, la prima su quello che farà la Commissione, la seconda su quello che devono fare gli altri Stati membri dell’Unione europea e l’ultima sui doveri che spettano all’Italia. Del piano si discuterà al Consiglio informale su Giustizia e Affari Interni in programma domani a Tallinn, in Estonia.

Nel progetto della Commissione, sono previsti 35 miliardi all’Italia, pronti a essere smobilizzati immediatamente per la gestione delle migrazioni, in particolare per l’applicazione della legge Minniti – Orlando, sulla protezione internazionale e sul contrasto all’immigrazione illegale. La Commissione si impegna anche ad approvare un nuovo piano per i reinsediamenti, i trasferimenti di richiedenti asilo fuggiti dal Paese di origine ma ancora in un luogo instabile, come i siriani nei campi profughi del Libano.

Da parte sua, l’Italia dovrà scrivere un codice di condotta per le Ong che svolgono attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, migliorare le procedure di ricollocamento, registrando tutti gli eritrei presenti in Italia, accelerare i rimpatri e attuare la legge Minniti – Orlando, aumentando la capacità di accoglienza del nostro Paese e accelerando il tempo di esame delle domande di asilo.

Agli altri Stati membri spetta il dovere di accelerare il ricollocamento dei richiedenti asilo, un punto che i governi di diversi Stati europei come Ungheria e Polonia si rifiutano di considerare, per il rispetto del quale l’Italia ha molto insistito. Dovranno inoltre contribuire al fondo fiduciario Ue – Africa, nato nel 2015 per migliorare le condizioni nei Paesi di provenienza dei migranti.

Italia furiosa con Austria per chiusura Brennero

Il ministro austriaco degli Esteri Sebastian Kurz ha fatto sapere che il governo è pronto a “proteggere” le frotniere con l’Italia se si presenterà la necessità. La Farnesina ha convocato l’ambasciatore austriaco Rene Pollitzer per lamentarsi dopo che Vienna ha dichiarato che avrebbe dispiegato i soldati al confine con il valico del Brennero.

Il governo Gentiloni ha chiesto agli altri paesi europei di aiutare l’Italia nella gestione dell’emergenza migranti. Il primo cittadino del Sud Tirolo, Arno Kompatscher, ha cercato di fare da moderatore dicendo che in passato l’Austria ha lanciato avvertimenti simili sulle frontiere e chje la situazione rimane “stabile e tranquilla” in Alto Adige.

L’Austria si prepara per un’elezione generale questo autunno e questo potrebbe influire nelle dichiarazioni dei governanti, che vengono fatte in ottica politica, come è caratteristico di ogni campagna elettorale. Il partito anti europeo e anti migranti della Libertà (FPÖ) dovrebbe ottenere un buon risultato nelle elezioni e il governo sta cercando di dimostrare di poter imporre una linea dura contro gli stranieri in arrivo nel paese al fine di tutelare gli interessi dei cittadini nazionali.

I trafficanti di essere umani e migranti stanno sfruttando le violenze e il caos politico della Libia per fare partire decine di migliaia di migranti: 85 mila sono arrivati in Italia nel primo semestre attraversando il Mediterraneo in una navigata che in media è lunga 460 km. L’agenzia dei rifugiati dell’Onu (UNHCR) sostiene che il numero corrisponda al 20% in più dell’anno prima.