Immigrazione e austerity: torna incubo Grexit

3 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – L’incubo Grexit potrebbe tornare nel 2016 “a causa delle difficoltà tra i creditori, Fmi e partner europei e governo ellenico”. A dirlo il numero uno e politologo di Eurasia Group, Ian Bremmer intervenendo a margine di un incontro con i clienti della società di gestione italiana Kairos.

Come riporta Il Sole 24 ore, Bremmer ha sottolineato che l’incubo di un’uscita della Grecia dall’eurozona oggi, dinanzi al quarto piano di aiuti, troverà europei” meno capaci di fronteggiare una nuova crisi del debito sovrano”.

La situazione in Grecia oggi è tesissima con la popolazione che insorge contro l’annunciata riforma del sistema previdenziale che prevede un tetto mensile di 2300 euro contro gli attuali 2700, insieme ad un taglio degli assegni per tutte le categorie, l’aumento dei contributi di imprese e lavoratori e l’introduzione di una pensione minima di 384 euro mese per i lavoratori che hanno versato contributi per almeno 15 anni. Una riforma che ha come obiettivo il taglio alla spesa previdenziale, considerata il “grande male per Atene” da parte dei creditori, di ben 1,8 miliardi pari all’1% del PIL greco. Una riforma che ha scatenato la rabbia e le proteste dei lavoratori, agricoltori e pescatori di tutta Grecia che domani, 4 febbraio,  incroceranno le braccia.

Una situazione pericolosa tanto che, il quotidiano di sinistra Kathimerini ha parlato di un paese “sull’orlo di un’esplosione sociale”.

A pesare anche la crisi dei migranti e il braccio di ferro attualmente in corso tra Bruxelles e Atene. L’Ue infatti ha chiesto a Tspiras di impegnarsi maggiormente per i controlli alle frontiere, con registrazioni, pattugliamenti in mare, controllo dei documenti di viaggio supportati dal Sis ( Sistema informativo Schengen), dell’Interpol e di quello nazionale, nuove strutture per identificazione dei profughi, nuove risorse e scanner per la raccolta delle impronte digitali ma anche un sistema di sorveglianza delle coste tra Grecia e Turchia con imbarcazioni, elicotteri, pattugliamenti di terra. Una serie di richieste contenute in un documento approvato dalla Commissione Ue lo scorso 2 febbraio e che ora attende il via libera del Consiglio : dopodichè Atene avrà tre mesi di tempo per mettersi in regola.