IL TORO SI RISVEGLIERA’ SOLO A PRIMAVERA

9 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – «Sono ragionevolmente ottimista sul futuro dell’economia mondiale. E penso che i sistemi economici dei principali Paesi europei stiano per entrare in una fase di accelerazione del loro tasso di sviluppo». Dalle sponde del lago di Zurigo, Giles Keating , il responsabile della ricerca economica globale del Credit Suisse, ha una visione complessivamente «en rose» del prossimo futuro delle economie e delle Borse europee. E mostra di non aver particolari timori né di un aumento generalizzato dei prezzi né di una impennata dei tassi di interesse. Mentre le Borse, a partire dalla primavera prossima potrebbero ricominciare a correre.

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Keating è un economista britannico chiamato nel maggio 2004 a dirigere la ricerca del colosso bancario elvetico. Laureato in filosofia, politica ed economia al St. Cathrine’s College di Oxford ha successivamente conseguito un Master in Economia matematica ed econometria alla London School of Economics, dove sviluppò un modello previsionale del sistema finanziario britannico. Quindi, prima di approdare al Credit Suisse First Boston trascorse sei anni come capo della ricerca della Confederation of British Industry.

Perché pensa che l’economia europea andrà meglio di quanto fino ad oggi ipotizzato?
«Si tratta di un’opinione che viene confermata da numerose indagini condotte presso le aziende sull’economia tedesca e su altre grandi economie europee. Sono convinto che il tasso di sviluppo di Eurolandia nel 2006 sarà superiore all’1,5%».
Quali sono i fattori che trainano la crescita?
«Prima di tutto i tassi di interesse anche dopo due rialzi previsti nei prossimi mesi. Stiamo vedendo che gli stimoli tradizionali allo sviluppo economico, come un basso costo del denaro, prima o poi cominciano a produrre gli effetti benefici attesi».

Ma le elevate quotazioni del greggio non rischiano di alimentare l’inflazione e una stretta del credito?
«L’inflazione è pericolosa quando gli aumenti dei prezzi si traducono in un incremento dei salari. Vedo che le banche centrali sono molto preoccupate da questa possibilità. Ma vedo anche che il livello della disoccupazione è elevato in Europa e che la Germania sta attuando molte ristrutturazioni aziendali e la Spagna sta introducendo importanti riforme del mercato del lavoro. Comunque in Italia la situazione appare un po’ più rischiosa».

Quindi inflazione moderata anche nel 2006%?
«Penso che la media annuale si manterrà intorno al 2,25%. Di conseguenza la Bce potrà alzare i tassi senza grossi strappi, al massimo di 50 centesimi di punto nei prossimi 12 mesi».
E negli Stati Uniti che cosa accadrà con il nuovo presidente della Federal Reserve?
«Ben Bernanke è un economista di grande esperienza sia sul piano dell’elaborazione teorica che della gestione empirica dei problemi. Penso quindi che i tassi americani smetteranno di crescere una volta raggiunta la soglia del 4,5-5% (oggi sono al 4%) e che il nuovo presidente della Fed introdurrà probabilmente un sistema più formale di inflazione programmata».

Nelle scorse settimane i mercati finanziari europei hanno subito una pesante correzione…
«Che tuttavia non cancella interamente i guadagni di Borsa registrati nel corso del 2005. Inoltre sono convinto che a partire dalla primavera prossima i listini europei potranno ricominciare a salire su basi piuttosto solide».

Quali titoli e quali settori sono più promettenti?
«Credo che alcuni titoli legati al comparto dei trasporti, come Continental e Lufthansa , trarranno beneficio da un calo del barile di circa 5 dollari. E poi punterei su società come Nestlé che riescono a combinare l’aspetto difensivo con buoni tassi di crescita. In Europa appare interessante il settore assicurativo».
E tra i titoli più aggressivi o di crescita?
«Trovo interessanti Arcelor , nell’acciaio, Allianz , che ha sofferto a causa dell’ondata di uragani negli Stati Uniti. E poi Bmw nell’auto e Sap nel software».

In Italia quali società hanno un buon potenziale?
«Alcune banche, a cominciare da Banca Intesa . Unicredit , da cui molti si aspettano buone performance, non farà invece balzi da gigante e si manterrà nella media della crescita del mercato».

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