Il ricatto europeo per far arrendere Atene. Ma la Bce non firmerà la condanna a morte

18 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Lo scorso 5 febbraio, il numero uno della Bundesbank Jens Weidmann è stato molto chiaro: “Non usate i fondi di emergenza per le banche”, ha detto chiaramente al governo greco. Sarà la Bce oggi a dire, in occasione della riunione del consiglio direttivo, l’ultima parola. Certo, la tensione tra la Grecia da una parte e l’Eurozona dall’altra è alle stelle, dopo l’ennesimo fallimento della riunione dell’Eurogruppo.

L’Eurotower, stando a indiscrezioni riportate da Reuters, non dovrebbe abbassare il tetto relativo all’utilizzo di fondi di emergenza (ELA) da parte della Banca centrale greca. Tuttavia, un probabile ed eventuale rifiuto di aumentare il tetto potrebbe essere una doccia fredda per gli istituti di credito del paese, che sono vicini ad aver utilizzato tutti i 65 miliardi di euro che sono stati erogati finora. E che stanno facendo fronte a flussi in uscita – sulla scia della corsa agli sportelli dei cittadini greci- senza precedenti. Un banchiere greco ha riferito a Reuters che gli scorsi giovedì e venerdì i prelievi dalle banche sono stati fino a 500 milioni di euro al giorno.

“La situazione in cui versano le banche si sta facendo sempre più difficile ogni giorno che passa – ha detto un funzionario europeo a Reuters- Alla fine, per tutelare il sistema bancario, saranno imposti probabilmente controlli di capitale”.

Come ricorda il Guardian, la Grecia ha debiti per un valore totale di 323 miliardi di euro, più del 175% del suo Pil. Tre quarti del debito greco sono verso l’Unione europea e l’Fmi, due dei tre membri della troika che hanno salvato il paese con il piano di bailout.

Intanto Peter Praet, responsabile economista della Bce, ha avvertito che il finanziamento è solo di breve periodo; Ewald Nowotny, tuttavia, numero uno della Banca centrale austraica, ha segnalato di recente che la Bce potrebbe ripristinare i finanziamenti diretti, nel caso in cui Atene si decidesse ad accettare di estendere il programma di salvataggio.

Ed è proprio sui fondi di emergenza ELA che si gioca una delle fasi più cruciali dell’intera partita, dal momento che se la Bce cancellasse tutti i fondi di emergenza per le banche greche, Atene sarebbe costretta a estendere il piano di bailout. In caso contrario, sarebbe bancarotta.

Ma a Reuters Ashoka Mody, ex funzionario dell’Fmi che ha contribuito al bailout dell’Irlanda, sottolinea: “Staccare la spina alla Grecia avrebbe conseguenze potenzialmente catastrofiche. Le minacce della Bce sono del tutto vuote. la Bce deve interrogarsi sul modo di stabilizzaee il sistema finanziario, non di metterlo a repentaglio”.

E, come riporta MarketWatch, anche Steven Barrow di Standard Bank la pensa allo stesso modo: “La Bce non staccherà la spinga a meno che non sarà più che evidente che non ci sia un’altra via”, in quanto tutto il resto è fallito.

La scorsa settimana l’Eurotower ha alzato il tetto sull’ammontare dei finanziamenti che le banche greche possono ricevere accedendo all’ELA di 5 miliardi di euro, a un totale di 65 miliardi di euro.

Fonte: Greece faces resistance to extra emergency funds for banks