Il prossimo aeroporto londinese? Galleggerà sul Tamigi

16 Ottobre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il dibattito su come preparare Londra alla crescita del traffico aereo va avanti ormai da anni, senza mai essere arrivati ad una conclusione.

Il Dipartimento del Trasporto inglese ha stimato che la domanda di viaggi per il Sud Est dell’Inghilterra salirà nel 2030 a 300 milioni l’anno, come riporta Business Insider. Ci sono due proposte sul tavolo: ampliare il primo aeroporto londinese, Heathrow, oppure la costruzione di uno nuovo.

Lo scorso anno un architetto della Foster + Partners ha svelato un ambizioso progetto per la costruzione di un aeroporto galleggiante sul Tamigi, con tanto di barriera contro le inondazioni ed un nuovo nodo ferroviario ad alta velocità.

Il sindaco di Londra, Boris Jonson, ha accolto il progetto con cosí tanto entusiasmo che questo è stato ribattezzato “Boris Island”. Ma non sono mancate nemmeno le critiche al piano dell’aeroporto avveniristico, definito un “elefante bianco non finanziabile”.

Nessuna decisione verrà presa nell’immediato futuro e nessuna stima sui costi e’ stata effettuata ancora. Ma le spese si avvicineranno ai 20 miliardi di dollari, almeno se si prende come termine di paragone un simile progetto lanciato dalla citta’ di San Diego, qualche hanno fa. L’aeroporto galleggiante sull’Oceano Pacifico non e’ mai stato ultimato perche’ i costi sarebbero stati troppo elevati.

Il Dipartimento dei Trasporti britannico ha assunto una commissione per valutare le diverse proposte e prendere una decisione finale nel 2015.