“Il più grande problema del mercato immobiliare Usa”

25 Maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Il mercato immobiliare Usa avrebbe un grande problema che, se vero, corrisponderebbe in realtà a una buona notizia. A parlarne, in occasione dei risultati di bilancio della sua azienda, è stato nelle ultime ore il suo presidente esecutivo Robert Toll.

L’azienda, o meglio il colosso, è Toll Brothers, principale costruttore di case di lusso negli Usa, che concentra la maggior parte del suo business nei mercati di California e di New York, rivolgendosi a consumatori appartenenti alle fasce alte di reddito.

Tolls Brothers ha chiuso il secondo trimestre del 2016 con utili per azione di $0,51, meglio degli $0,46 per azione attesi. Anche il giro d’affari ha battuto le stime, attestandosi a $1,12 miliardi, rispetto agli $1,04 miliardi previsti.

Nel presentare i risultati, Toll ha detto di essere incoraggiato da un inizio anno che si è confermato positivo per il settore immobiliare Usa.

“Continuiamo a ritenere che siano in atto dinamiche capaci di sostenere la crescita attuale del mercato immobiliare, che è lenta ma stabile”. Ancora: i tassi di interesse rimangono bassi, il quadro occupazionale continua a migliorare, i valori azionari delle case stanno salendo, l’offerta rimane limitata e il settore non sta costruendo un numero sufficiente di case capaci di soddisfare la domanda, in base ai bisogni che i livelli demografici suggeriscono”.

Insomma, il vero problema per il mercato immobiliare è un’offerta che fa fatica a stare al passo con la domanda, fattore che sta contribuendo a far salire i prezzi. Toll, per esempio, ha indicato che nel trimestre ha completato 1.304 costruzioni nel secondo trimestre, in rialzo del 9% su base annua. In media, i prezzi sono balzati del 19%, a $855.500, rispetto ai $713.500 del secondo trimestre del 2015.

Secondo il presidente Toll, il numero delle case da costruire e completare dovrà necessariamente salire, in futuro, per soddisfare la richiesta che arriverà soprattutto dagli attuali millennials.