Il piano di autunno del governo: dal cuneo fiscale ai mutui agevolati

24 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia
Il contenuto di questo articolo, pubblicato da La Stampa – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Roma – Più che un Consiglio dei ministri, quella che inizia stamattina a Palazzo Chigi, sarà una sorta di seminario. Un confronto (si prevede dai tempi lunghi), in cui ogni ministro presenterà le sue personali proposte per lo spezzone di legislatura che resta, le priorità politiche, ma soprattutto le idee finalizzate alla ripresa dell’economia e dell’occupazione.

Era stato proprio Mario Monti, prima delle vacanze di agosto, a chiedere a ogni collega «un appunto». Appunti e proposte su cui ora, di volta in volta, il ministro dell’Economia Vittorio Grilli valuterà la compatibilità economica sul versante dei costi. Una via preferenziale, ovviamente, sarà destinata a progetti «a costo zero» o in grado di autofinanziarsi.

Ma verrà vagliata anche l’effettiva possibilità di realizzare progetti in tempi stretti, la loro fattibilità giuridica (specie sul versante europeo) e soprattutto politica, considerando i sempre più complicati equilibri parlamentari. Su ogni proposta si aprirà un dibattito; poi toccherà (non necessariamente oggi) a Mario Monti comporre il puzzle.

Il risultato – anche se non è previsto un documento finale, piuttosto si pensa a un «denso» comunicato – rappresenterà una sorta di crono-programma per il rush di fine legislatura, e potrebbe sfociare in uno o più disegni di legge già nella riunione del Consiglio dei ministri del 31 agosto. Il premier ha passato la giornata di ieri a Palazzo Chigi, dove ha incontrato il sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà, studiando le bozze di alcuni progetti che qualche ministro ha già preparato, consegnato o anticipato in interventi pubblici.

Tra questi, su tutti, quelli elaborati dal ministro dello Sviluppo Corrado Passera. In alcuni casi, nonostante la raccomandazione del premier, i ministri hanno presentato proposte di intervento che prevedono importanti esborsi di risorse: verranno quasi certamente cassati. I pochi fondi a disposizione hanno così suggerito a molti ministri di proporre misure di semplificazione. In altri casi la difficile congiuntura ha imposto la necessità di proporre «microinterventi» sulla falsariga di quelli messi a punto dal titolare del Lavoro Elsa Fornero. Il governo cercherà di mantenere un profilo ambizioso, ma dovrà inevitabilmente fare i conti con l’impossibilità di spendere. In queste ore a Palazzo Chigi si fa i conti anche con il problema di rendere operative le molte misure già approvate, perché cinque mesi per l’attuazione dei decreti varati da novembre a oggi rischiano di essere pochi. Ecco perché nella giornata odierna ministri discuteranno “che fare” per accelerare l’operatività dei provvedimenti.

SVILUPPO. Un solo fondo per le start-up e uno sportello unico per gli investimenti stranieri

La lista delle proposte del ministro dello Sviluppo è lunga e articolata. Un fondo unico per le start-up, un piano per creare economie di scala nelle aziende del trasporto locale, la ristrutturazione del sistema energetico e degli aeroporti, il finanziamento della banda ultralarga per i collegamenti a Internet, la defiscalizzazione dell’Iva alle grandi infrastrutture, uno sportello unico per le aziende straniere che vogliono investire in Italia.

E poi le semplificazioni: c’è da ridurre all’osso le procedure per l’iscrizione al registro delle imprese e le comunicazioni burocratiche in materia di tutela del lavoro. In alcuni casi si tratta di progetti già avviati – è il caso del «Piano città» da due miliardi, pronto a partire -, altri attendono di essere finanziati con le (poche) risorse a disposizione. Passera conta di vedere approvate parte di queste misure entro la fine di settembre, insieme alla cosiddetta «legge di stabilità», ma molto dipenderà dalla disponibilità del Tesoro e del collega Grilli, sempre attento a non far uscire i conti dai vincoli imposti con l’Europa. Alcuni progetti puntano a risparmiare e dipendono anche dalla disponibilità degli enti locali: è il caso della ristrutturazione delle aziende di trasporto locale e del sistema aeroportuale.

WELFARE. Riduzione del cuneo fiscale e microinterventi territoriali ma tutto a budget minimo

Da un lato riduzione del cuneo fiscale e contributivo per le aziende che valorizzano il capitale umano e fanno formazione senza discriminare giovani e donne, immaginando un periodo di sperimentazione (non potendo estendere la decontribuzione a tutti i lavoratori si comincerà a farlo in modo mirato); dall’altro l’abbozzo di un «piano giovani» fatto di microinterventi territoriali, dove i pochi soldi vengono possibilmente spesi bene.

L’agenda economica a budget minimo di Elsa Fornero comincia a prendere forma. «Non sarà uno schema di lavoro costruito su un macrointervento, significherebbe fare nulla perché soldi non ce ne sono», fanno sapere dal suo entourage. Rilanciare la crescita per la quota di competenza del ministro torinese sarà piuttosto una semina diffusa, fatta giocoforza di piccoli interventi. Ad esempio si punterà a correggere i disallineamenti domanda-offerta territoriali, incentivando spostamenti di manodopera da dove c’è surplus a dove c’è carenza. Un altro fronte sarà il progetto di «apprendistato duale» contro la disoccupazione in collaborazione con la Germania, che dovrebbe partire ad ottobre da Napoli.

ECONOMIA. Cessione di patrimonio di Comuni e Regioni fino a 20 miliardi l’anno
Nel governo italiano il ruolo del ministro del Tesoro è sempre il più ingrato. È come se l’enorme mole del debito pubblico pendesse costantemente sopra la scrivania di Quintino Sella, pronta a ricordare a chi la occupa che se c’è una strada per far ripartire la crescita, è liberarsi di quel fardello. Dopo aver sfiorato il 100% in rapporto al Pil alla fine degli anni novanta oggi, complice la crisi, siamo risaliti al 123%. Onorare quel debito ci costa più di settanta miliardi di euro l’anno, due terzi del costo dell’intera sanità pubblica.

Qualunque iniziativa di spesa o riforma va a sbattere contro questi numeri. Basti un esempio: proprio oggi il consiglio dei ministri discuterà della possibilità di rinviare ancora di qualche mese il pagamento delle tasse dei residenti dei Comuni emiliani colpiti dal terremoto. Un intervento emergenziale, una richiesta per certi versi ragionevole, eppure concedere una proroga piena rischia di essere molto costoso per le casse dello Stato. Insomma, l’agenda-crescita di Vittorio Grilli si intitola dismissioni. Il ministro dell’Economia ha promesso cessioni di asset per circa 15-20 miliardi di euro l’anno. Gran parte di queste risorse dovranno arrivare dalla vendita di immobili di Comuni e Regioni.

ISTRUZIONE. Subito 12mila insegannti e 1200 presidi assunti. Il nodo spending review

Sblocco del reclutamento di 12.000 insegnanti per il biennio 2013-2014. Piano straordinario di assunzioni di giovani professori associati nelle Università. Assunzione di 1.210 presidi nelle scuole di ogni ordine e grado. Francesco Profumo si siede al tavolo del consiglio dei ministri con un corposo pacchetto di richieste e proposte. Il ministro della Pubblica istruzione ha di recente confermato il piano per l’assunzione di insegnanti e professori, ma la sua attuazione dipenderà molto dalle compatibilità di bilancio e dall’attuazione della seconda parte della spending review.

Il ministro Profumo avrà con sé anche un provvedimento pronto per l’approvazione, ovvero il regolamento per il nuovo sistema di valutazione: si tratta di rendere operativo il modello preparato dai tecnici dell’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) in oltre cinque anni di lavoro. È già la seconda volta che il provvedimento arriva sul tavolo del consiglio. Se approvato, ogni scuola verrà finalmente giudicata dagli ispettori del ministero, i quali daranno un voto a ciascuna istituzione scolastica.

GIUSTIZIA. Cause civili più veloci, norme anti corruzione e tregua con gli avvocati

La crescita, vista con gli occhi della Guardasigilli, è innanzitutto un ambiente meno ostile alle imprese dove le cause civili non durano uno sproposito e la corruzione non è più una tassa occulta. Se però si vuole davvero accelerare i tempi del processo civile, non basteranno i pur meritori Tribunali per le Imprese e il filtro all’appello. La Severino pensa seriamente a un piano per aggredire la montagna di 5,4 milioni di fascicoli pendenti che fanno da zavorra al sistema. Le occorre però l’aiuto degli avvocati. Che sono in guerra con il governo per mille ragioni. A settembre si potrebbe arrivare a una tregua se il governo concedesse un «via libera» alla riforma della professione forense. Quanto alla corruzione, il ddl pendente al Senato, già votato alla Camera, è considerato una priorità dell’intero Esecutivo e quindi a settembre si vedranno diversi ministri spingere per un’approvazione definitiva. Con la riorganizzazione dei piccoli tribunali, poi, si dovrebbe distribuire meglio il personale recuperato e ottenere un’ottimizzazione del lavoro e dei tempi.

TURISMO. Un piano per il rilancio, faro sulle località meno conosciute

Il ministro del Turismo Piero Gnudi punterà sul Piano strategico di rilancio del turismo italiano, la promozione del marchio Italia all’estero, la promozione coordinata sia della nostra offerta turistica sui mercati stranieri di maggiore interesse, sia verso il mercato interno, proponendo agli italiani località nazionali ingiustamente troppo poco conosciute.

Il Piano, in particolare, in avanzata fase di definizione con il contributo delle Regioni, verrà presentato ufficialmente entro l’autunno, e conterrà proposte operative per il rilancio del settore (proposte di legge, interventi regolamentari, finanziari ed economici, interventi infrastrutturali). Significativo anche l’impegno per promuovere il prodotto turistico italiano in Italia e all’estero, attraverso campagne coordinate (con Enit e Regioni), preannunciando specifiche iniziative verso Paesi Bric, che verranno prese già a partire dalla ripresa dopo la pausa estiva.

INTERNI. Prefetture decisive, più semplice l’iter dei certificati antimafia
Innanzitutto garantire un habitat sicuro e senza inutili lacciuoli. La ministra dell’Interno, Annamaria Cancellieri, arriva all’appuntamento di palazzo Chigi con un obiettivo strategico: come trasformare le prefetture (quelle che sopravviveranno, più robuste e dotate di personale, dopo gli accorpamenti tra province) in agenti utili alla crescita e non in un impedimento alla libera concorrenza. Di qui l’enfasi sui correttivi al Codice antimafia e sul meccanismo delle White List.

Di converso, si tende a una semplificazione amministrativa, specie per i certificati antimafia, che prevede una maggiore efficienza appunto degli uffici prefettizi. Più modestamente, ma non tanto, il Viminale può fare la sua parte nella crescita anche portando a piena operatività l’Agenzia per i beni confiscati alla mafia, dove sono depositati ingenti capitali (4,3 miliardi di euro sequestrati nell’ultimo anno, tra cui 723 aziende) e gestendo al meglio i Pon-sicurezza che sono progetti concordati tra ministero ed enti locali, finanziati con fondi dell’Unione europea, per contrastare la criminalità e migliorare le infrastrutture in chiave di prevenzione.

POLITICHE AGRICOLE. Difesa del made in Italy eun disegno di legge anti cementificazione

Sono cinque le proposte del ministro delle Politiche agricole Mario Catania. Il primo tema è quello della difesa dell’agricoltura e la sua presenza sul territorio, minacciata dal boom delle aree edificate: è pronto un disegno di legge per limitare la cementificazione, favorendo invece la riconversione e il riuso delle aree industriali dismesse. Poi, l’acqua, con risorse per il Piano irriguo nazionale. Terzo, la difesa delle produzioni di qualità italiane dalla contraffazione. Poi, una modifica del regime Iva: molte imprese dell’agroalimentare sono creditori d’Iva strutturali, e lo Stato impiega fino a due anni per i rimborsi. Si pensa a un fondo misto per sostenere la nascita di aziende nel settore agricolo e agroindustriale.

FUNZIONE PUBBLICA. Meno oneri burocratici e uno sportello unico per le pratiche edilizie

Pare non gli si chieda altro: semplificare, semplificare e ancora semplificare. Nei giorni scorsi il ministro della Pubblica amministrazione ha annunciato trionfante che la percentuale di certificati richiesti dai privati negli uffici pubblici è scesa del 54%. Segno che la cura iniziata dal predecessore Renato Brunetta qualche risultato alla fine lo ha prodotto. Ora l’attenzione di Filippo Patroni Griffi è sulla riduzione degli oneri burocratici delle imprese. Il ministero ha già avviato una serie di incontri con le categorie per ascoltare le loro richieste. Nel menù del ministro c’è ad esempio l’autorizzazione unica ambientale e l’attuazione dello sportello unico per l’edilizia: oggi chi vuole attivare una attività nel campo deve fare i conti con ben 27 diverse autorizzazioni. Fin qui le misure a costo zero. Ma è probabile che nel menù di Patroni Griffi per il consiglio di oggi ci sia anche il pacchetto esuberi. La seconda tranche della spending review promette nuovi tagli, in particolare negli uffici provinciali del governo e per per ridurre al massimo l’impatto dei molti prepensionamenti in vista c’è bisogno di risorse.

AMBIENTE. Nuove regole per recuperare le aree industriali inquinate e incentivi “verdi”

Corrado Clini, come anticipato ieri da La Stampa, consegnerà oggi a Mario Monti sei pagine con cinque grandi capitoli che propongono una «crescita sostenibile». C’è la «decarbonizzazione» dell’economia, la questione degli incentivi per le energie rinnovabili, ma anche alcune proposte per la bonifica dei terreni inquinati dalle industrie che in sostanza estendono il «modello Porto Marghera» a tutti i siti “sporchi”. Per risolvere i contenziosi e la riluttanza delle imprese a sborsare i soldi per riparare i danni, Clini propone che siano direttamente loro a incaricarsene senza l’intermediazione – ma con il controllo – del ministero. Il ministro dell’Ambiente suggerisce anche una corresponsabilizzazione dei privati che vivono in territori «sensibili» dal punto di vista dei rischi idrogeologici o di incendi. E c’è anche una proposta di isprazione europea che introdurrebbe i pedaggi differenziati sulle autostrade in base al grado di inquinamento. Proposte che già ieri hanno provocato molte reazioni nel mondo politico.

SANITA’. Per i medici di base obbligo di associarsi. Stop a esami inutili
l ministro della Sanità Renato Balduzzi illustrerà le linee di un decreto che vorrebbe presentare al Consiglio dei ministri del 31. Tra le proposte, l’obbligo per i medici di famiglia di associarsi per garantire studi aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7; norme per contrastare gli accertamenti inutili richiesti dai medici per tutelarsi dalle cause, che costano miliardi. Ancora, i medici ospedalieri potranno fare libera professione fuori da spazi pubblici solo se questi non sono disponibili, lavorando in rete con le Asl, e obbligando i pazienti a pagamenti «tracciabili» (no contanti) per combattere le parcelle in nero. Saranno infine rese meno discrezionali le nomine di manager Asl e primari.

FAMIGLIA. Mutui agevolati e sgravi fiscali a coppie giovani

Quattro sono i punti indicati dal ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi. In tema di famiglia, si intende contrastare il calo demografico sostenendo le famiglie numerose, conciliando famiglia e lavoro; mutui agevolati per le giovani coppie e sgravi per i prodotti per l’infanzia. Per i giovani, ci si impegna sull’occupazione spingendo la nascita di nuove imprese. In tema di integrazione, si punta a far emergere il lavoro nero. Infine, il rilancio della cooperazione internazionale, intesa anche come opportunità economica.

Copyright © La Stampa. All rights reserved