Il mercato dei bond ha dimenticato la regola numero uno di Buffett

26 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La prima regola per fare trading del miliardario Warren Buffett, considerato il più grande investitore vivente, è non perdere mai soldi. La seconda? Non dimenticare mai la regola numero uno.

La maggior parte di trader e broker pensa che la regola della leggenda degli investimenti sia rivolta al mercato azionario, il quale in effetti storicamente infligge perdite di capitale enormi rispetto ai bond.

In realtà nel contesto attuale un investitore attento la dovrebbe applicare anche e sopratutto a un mercato obbligazionario afflitto da tassi bassissimi e in alcuni casi negativi.

I bond in teoria offrono un reddito fisso, ragione per cui gli economisti si riferiscono ai titoli obbligazionari come ‘privi di rischio’. Sulla carta e in condizioni normali il ragionamento non fa una piega, ma ai livelli a cui sono arrivati oggi i tassi, l’equilibrio tra azionario e bond è cambiato in modo drastico.

Come ha osservato giustamente Anthony Doyle, direttore degli investimenti nell’obbligazionario presso M&G Investments, il collasso dei tassi significa una cosa su tutte: che gli investitori corrono il pericolo di subire perdite pesanti, come mai prima d’ora.

Le probabilità di perdere denaro, secondo Doyle, non sono mai state così alte. Esemplare è il caso dei Bund tedeschi. Anche solo una moderata perdita di valore di un bond a basso rendimento può far evaporare in poco tempo numerosi anni di reddito costante.

Se gli interessi del mercato dei bond dovessero perdere il senso per cui esistono – ovvero fornire guadagni sicuri a lungo termine – i danni sarebbero catastrofici.

Ovviamente tutti i player di mercato – banchieri centrali compresi – sperano che presto la situazione torni alla normalità. Ma non è sicuro che accada e gli investitori è meglio che tornino alle basi, si rileggano la regola numero uno dell’investitore soprannominato l’oracolo di Omaha, e ripensino alle loro strategie di percezione del rischio.

(DaC)