Il grafico che spaventa: fuga dal Giappone, vendite record da investitori stranieri

17 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non solo Cina. Dopo la decisione di S&P di tagliare il rating sul debito del Giappone da “A+” ad “AA-“, i timori degli investitori globali si focalizzano anche sui fondamentali e sull’azionario del paese.

Tanto che un grafico spiega tutto: gli smobilizzi da parte di investitori stranieri sull’azionario giapponese non sono mai stati così forti.

La Borsa di Tokyo è riuscita ad archiviare una sessione positiva per il terzo giorno consecutivo, ma le notizie arrivate dal fronte macroeconomico non sono affatto incoraggianti. Le esportazioni di agosto sono salite +3,1% su base annua, in deciso calo rispetto al 7,6% del mese precedente e a fronte di previsioni per un aumento +4%. Importazioni -3,1% su base annua, peggio del -2,2% atteso. Ciò implice che il Giappone ha sofferto un deficit di 569,7 miliardi di yen, rispetto alle stime di Reuters, che prevedevano un rosso di 541,3 miliardi.

L’indice Nikkei 225 è riuscito nella sessione odierna a ignorare le brutte notizie, compreso il downgrade di S&P, arrivato nella giornata di ieri, balzando +1,43% a 18.432,27.

Focus intanto sulla decisione della Banca centrale cinese, la People’s Bank of China, di apprezzare lo yuan, fissando il cambio a 6,3670 nei confronti del dollaro. Iniettata inoltre altra liquidità per 40 miliardi di yuan. (Lna)