IL G7 NON INTERVERRA’ CONTRO IL SUPER-YEN

22 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Non ci sarà alcun intervento concertato per frenare l’ascesa monetaria dello yen.

Nel G7 finanziario appena conclusosi a Tokyo i partner dei sette paesi più industrializzati hanno detto di condividere le preoccupazioni giapponesi per l’impatto negativo che il forte apprezzamento dello Yen potrebbe avere sulla ripresa dell’economia giapponese, ma non prendono alcun impegno per possibili interventi.

E’ questa la posizione dei Ministri finanziari e i governatori delle banche centrali. Il fenomeno verrà tenuto sotto osservazione sui mercati dei cambi e ci sarà cooperazione, ma nulla di più. Mentre Tokyo si aspettava una presa di posizione più decisa.

Poche parole anche sulla debolezza della moneta unica europea. Ma secondo il commissario europeo agli affari monetari, Pedro Solbes, un tasso di cambio dell’euro vicino alla parità con il dollaro non è un problema cruciale. L’importante, ha detto, è una normale evoluzione del rapporto di cambio.

L’opinione comune al G7 è stata che un anno è troppo poco per giudicare, ma da un punto di vista generale l’evoluzione dell’euro è stata un gran successo. Anche perchè la sua introduzione è stata un processo molto lungo e la strada davanti è altrettanto lunga.

Soddisfazione invece per il quadro macroeconomico dell’unione europea. Con la Commissione di Bruxelles che stima una crescita economica nei 15 paesi al 3% sia nel 2000 che nel 2001.

“Attese superiori alle attuali proiezioni” ha sostenuto il ministro Amato. Anche a dicembre e gennaio, ha aggiunto il Governatore Fazio.

Nessuna decisione da parte dei sette sulla successione di Michel Camdessus alla direzione del Fondo Monetario Internazionale che scadrà il mese prossimo.