Il fronte indipendentista torna a vincere in Catalogna

22 Dicembre 2017, di Mariangela Tessa

A meno di due mesi dalla proclamazione della “Repubblica”, la Catalogna è tornata a votare e ha scelto nuovamente per il campo indipendentista infliggendo un sonoro schiaffo politico al premier spagnolo Mariano Rajoy.

Le tre liste separatiste (JxCat, Erc e Cup), con il 48% dei voti, ottengono insieme la maggioranza assoluta nel nuovo Parlament con 70 seggi su 135. Le tre liste unioniste (Cs, Psc e Pp) con il 43% dei voti conquistano complessivamente invece 57 deputati. Il partito unionista Ciudadanos, con oltre 950mila voti e 37 seggi, è tuttavia il primo partito catalano.

“La vittoria degli indipendentisti alle elezioni regionali in Catalogna “è un risultato che nessuno può discutere” ha affermato dal suo “esilio” di Bruxelles il leader separatista catalano Carles Puigdemont. Il primo ministro spagnolo Mariano “Rajoy ha perso il plebiscito che cercava” e il fatto che il fronte indipendentista resti maggioranza rappresenta “uno schiaffo”, ha detto con orgoglio Puigdemont davanti a una piccola platea di militanti indipendentisti catalani e simpatizzanti nazionalisti fiamminghi, riunita in una sala nel centro di Bruxelles.

La vittoria degli indipendentisti è ancora più bruciante per Madrid in quanto è stata ottenuta in elezioni che hanno registrato un’affluenza senza precedenti, attorno all’82%, che danno una ancora maggiore legittimità popolare al destituito Puigdemont.

Gli scenari delle prossime settimane si fanno però complicati. Il principale candidato alla presidenza della Catalogna, Puigdemont, si trova in Belgio. Se rimette piede in terra spagnola sarà arrestato. Il suo vicepresidente, Junqueras, capo del secondo partito indipendentista, è in carcere. Puigdemont chiede che il governo destituito venga “restituito” al Paese, e che tutti i “detenuti politici” siano liberati.

Ma al momento sembra molto difficile che “i detenuti politici” possano occupare il loro nuovo scranno in Parlamento e partecipare all’elezione del President. La sessione costitutiva dell’assemblea catalana dovrà tenersi entro il 23 gennaio, il primo turno dell’elezione del President entro il 10 febbraio. Se per aprile non sarà stato possibile eleggere il nuovo presidente scatterà lo scioglimento automatico dell’assemblea con nuove elezioni a fine maggio.