IL DOW PRECIPITA E CHIUDE SOTTO QUOTA 9.900

25 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Per la prima volta dal 6 aprile 1999 il Dow Jones ha chiuso sotto la fatidica soglia psicologica di quota 10.000. Peggio, il Dow ha terminato sotto quota 9.900, con un calo di 230 punti (-2,3%). La perdita degli Industrials a questo punto supera il 16% dai massimi, e corrisponde a circa 1.850 punti. Una correzione secondo gli analisti corrisponde a un calo superiore al 10%. Sopra il 20% il ridimensionamento dei prezzi viene definito crash.

Per motivi dunque anche psicologici, il mercato e’ in una fase di estrema debolezza, con i settori peggiori da individuare nel farmaceutico, computer, utilities, software, internet, e oro.

Nel complesso il cedimento e’ ampio, e comincia a ripercuotersi anche sugli altri indici. Il Nasdaq, pero’, che in mattinata aveva toccato un altro massimo storico, dopo un arretramento temporaneo nel primo pomeriggio e’ poi finito in territorio negativo, interrompendo la serie insensata di rialzi che aveva portato a una pericolosa divaricazione dei prezzi rispetto alle blue chips.

Il mercato allargato rappresentato dall’indice Standard & Poor’s 500 ha chiuso in calo, trascinato al ribasso dal Dow Jones.

Bene invece le small cap (vedere articolo WSI) con il Russell 2000 al nuovo massimo storico. E’ qui che gli investitori devono abituarsi a trovare i nuovi titoli e le nuove strategie di investimento, secondo quanto consigliano gli analisti a Wall Street Italia.

(VEDERE CHIUSURE INDICI DOW JONES, S&P 500 E NASDAQ IN PRIMA PAGINA)

Il Dow e’ sceso sotto quota 10.000 piu’ volte fin dalla mattina, ma poi nel primo pomeriggio ha sfondato addirittura al ribasso quota 9.900. Con il Dow in discesa libera, gli investitori che privilegiano i titoli piu’ noti sono in queste settimane i piu’ penalizzati. Le perdite infatti cominciano a essere forti.

Le blue chips degli Industrials piu’ cedute sono le azioni di societa’ ”cicliche”, quelle del settore farmaceutico e informatico. Wal-Mart (WMT), Walt Disney (DIS), Johnson & Johnson (JNJ) e Ibm (IBM) sono state tra i peggiori della giornata; Boeing (BA), General Motors (GM) e Caterpillar (CAT) sono tra i pochi titoli in controtendenza.

Il Nasdaq Composite, dopo aver aperto a livelli molto alti, e’ rimasto a lungo in territorio ”neutro’, e anzi praticamente vicino alla parita’. Poi nell’ultima mezz’ora, sull’onda del ribasso del Dow, anche i tecnologici sono finiti in territorio negativo, approfondendo il rosso verso la fine della seduta.

A meta’ giornata, l’indice era trascinato al rialzo dal successo di Oracle (ORCL), in rialzo del 12% verso livelli record, e di Dell (DELL).

In netta perdita sono rimasti, invece, Intuit (INTU), Microsoft (MSFT) e Cisco System (CSCO). Il settore delle biotecnologie ha continuato ad essere uno dei protagonisti anche oggi.

Sul mercato dei titoli di stato, i bonds a lungo termine hanno perso terreno anche se quelli a breve termine continuano ad attrarre investitori. Il rendimento dei bonds a 30 anni, che ha un andamento inverso a quello dei prezzi, ha registrato un tasso del 6,15% (prezzo 101,34), superiore al 6,12% di ieri. Il benchmark a 10 anni e’ calato al 6,35%, dal 6,36% registrato ieri.

Gli operatori vendono in borsa perche’ la situazione tassi resta preoccupante. Le paure della Federal Reserve sul fatto che l’economia USA stia crescendo troppo, contribuiscono alla vendita dei titoli legati alla “Old Economy” (leggi le blue chips del Dow). Reggono invece tutto sommato i titoli tecnologici, per le note ragioni relative alla maggiore redditivita’ del settore anche in uno scenario di rialzo dei tassi di interesse.

Sul fronte macro-economico oggi il Dipartimento del Commercio americano ha reso noti i dati sul prodotto interno lordo Usa, che e’ salito nel quarto trimestre del 1999 del 6,9%, rispetto alla precedente stima del 5,8%, mentre le aspettative erano di una crescita del 6,2%.

Le spese per i beni di consumo per uso personale salgono del 9,2% rispetto al dato precedente dell’8,4%. La spesa della pubblica amministrazione sale del 5,9% dal 5,3% precedente. Le esportazioni sono cresciute mentre le importazioni calate. Nel corso dell’intero 1999, il PIL e’ salito del 4,1% dopo essere cresciuto del 4,3% nel 1998 e del 4,5% nel 1997. Un risultato sopra il 4% non veniva registrato dal triennio 1976-78.

Secondo quanto dichiarato da un economista della Merrill Lynch, la crescita dell’economia degli Stati Uniti rimane ancora troppo robusta per i criteri utilizzati dalla Federal Reserve (vedere articolo in Opinioni, in Prima Pagina, di Allen Sinai); per cui per ottenere un raffreddamento dello sviluppo nel periodo marzo-maggio gli operatori si aspettanno a questo punto successivi rialzi dei tassi di interesse.

All’inizio delle contrattazioni di oggi, il Dow Jones Industrial Average era gia’ in calo del 14% rispetto al massimo stabilito a quota 11.722 il 14 gennaio scorso, mentre l’indice S&P 500 era in calo quasi dell’8% dal suo massimo del dicembre scorso.

Il Dow dunque a fine seduta e’ in perdita di circa il 16% dal top.

L’indice Nasdaq invece e’ ancora in rialzo del 13% circa rispetto all’inizio dell’anno. I titoli tecnologici hanno trascinato anche l’indice Russell 2000, che raccoglie le societa’ di piccola capitalizzazione (small cap), in crescita del 10% dall’inizo dell’anno.

Gli analisti in verita’ non sono particolarmente preoccupati, a differenza del periodo di crisi globale dell’economia del 1998, sulle correzioni del mercato legato alle debolezza della “Old Economy”. Infatti non c’e’ panico (per ora) e il calo e’ ordinato.

Gli investitori non stanno abbandonando in massa i titoli azionari, sembra piuttosto siano interessati anche ad altri mercati, come quelli europei, oppure a comparti diversi, come appunto il settore dei titoli tecnologici del Nasdaq e del Russell 2000.

Circa alcune situazioni particolari la General Motors (GM) e’ salita a seguito delle stime sui risultati record del settore automobilistico. La societa’ ha annunciato anche un’alleanza sul fronte internet con Ford (F) e Daimler Chrysler (DCX) (vedere articolo WSI).

L’annuncio, inoltre, ha avuto un effetto positivo anche su Oracle (ORCL), che e’ partner di Ford nella societa’, e Commerce One (CMRC) che forniranno i software per l’iniziativa.

Le contrattazioni nel Nasdaq hanno visto per tutta la giornata alti e bassi. Intuit (INTU) ha perso quasi il 20% dopo che la societa’ informatica ha annunciato per il secondo trimestre profitti in linea con le aspettative, ma in calo del 6% a quota 44 centesimi per azione.

Dell Computer (DELL) ha guadagnato terreno con un alto volume di scambi. Il rialzo e’ dovuto principalmente al fatto che Merrill Lynch ha portato il rating della societa’ a “Buy” a seguito dell’aggressiva strategia sui prezzi, ottima produzione di servers ed aumento delle vendite.

Lehman Brothers ha ritoccato i ratings nel settore della telefonia mobile abbassando le valutazioni su Nextel Communications (NXTL) e VoiceStream Wireless (VSTR) a “Neutral” e alzando quelle su Sprint PCS (PCS) e Western Wireless (WWCA) a “Buy”.

Il mercato – sostiene la banca d’affari – dovrebbe aumentare dal 25 al 50% entro il 2007, ma gli investitori saranno piu’ attenti nella scelta dei titoli sui quali investire.

Internet Capital Group (ICGE) e’ in calo dopo che la societa’ ha riportato nel quarto trimestre perdite di 9 centesimi per azione ed un utile in crescita del 38% a quota 1,8 milioni di dollari.

Anche la societa’ distributrice del sistema operativo Linux, VA Linux (LNUX) e’ in ribasso dopo aver riportato nel secondo trimestre perdite di 36 centesimi per azione. L’anno scorso le perdite erano state di soli 26 centesimi per azione. Gli introiti sono saliti del 537% a quota 20,2 milioni di dollari.

Ma ecco la lista dei 10 titoli piu’ trattati al New York Stock Exchange (dati delle 15:30) con i rispettivi volumi, prezzi e variazioni percentuali (verificare chiusure digitando i simboli dei singoli titoli su QUOTAZIONI INTERATTIVE):

(LU) Lucent Technologies Inc. 31,897,100 58.938 +2.813 +5.01%

(CPQ) Compaq Computer Corporation 25,847,300 26.125 +0.188 +0.72%

(AOL) America Online, Inc. 20,646,200 59.500 -0.500 -0.83%

(SGP) Schering-Plough Corporation 15,017,200 34.250 -2.625 -7.12%

(WMT) Wal-Mart Stores, Inc. 14,676,100 44.125 -3.750 -7.83%

(C) Citigroup Inc. 12,306,800 47.375 -1.875 -3.81%

(T) AT&T Corp. 11,261,300 44.813 -0.063 -0.14%

(SBC) SBC Communications Inc. 10,225,200 35.438 -0.063 -0.18%

(MO) Philip Morris Companies Inc. 9,908,700 19.875 -0.188 -0.93%

(MIR) Mirage Resorts, Incorporated 9,691,300 15.250 +1.063 +7.49%.

Ed ecco la lista dei 10 titoli piu’ trattati al Nasdaq (dati delle 15:30) con i rispettivi volumi, prezzi e variazioni percentuali (verificare chiusure digitando i simboli dei singoli titoli su QUOTAZIONI INTERATTIVE):

(ORCL) Oracle Corporation 45,519,500 70.813 +8.875 +14.33%

(DELL) Dell Computer Corporation 27,160,000 41.375 -1.000 -2.36%

(MSFT)Microsoft Corporation 27,383,400 90.875 -3.875 -4.09%

(ISIL) Intersil Holding’a’(Ipo) 24,099,500 52.750 +27.750 +111.00%

(INTU) Intuit Inc. 20,378,800 61.250 -11.063 -15.30%

(CSCO) Cisco Systems, Inc. 20,154,200 133.000 -4.250 -3.10%

(INTC) Intel Corporation 20,082,100 114.063 -0.188 -0.16%

(WCOM) MCI WorldCom, Inc. 18,503,400 44.750 -2.188 -4.66%

(COMS) 3Com Corporation 17,610,200 81.969 -1.031 -1.24%

(CMRC) Commerce One, Inc. 14,202,500 215.313 +36.313 +20.29%.