IL CROLLO DEL MIBTEL: IN UNA SETTIMANA – 12,84%

15 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il panico che ha attraversato le Borse europee dopo gli attentati terroristici negli Stati Uniti non ha ovviamente risparmiato i listini di Piazza Affari che già avevano tentennato nelle sedute precedenti per la generale sfiducia sull’economia mondiale ed europea e per il crollo dei telefonici.

Milano come le altre Borse europee ha scelto di non chiudere i listini, e, giusto o sbagliato che sia, ne ha pagato pesantemente le conseguenze.

Gli indici sono ormai ai livelli del febbraio 1998 con il Mibtel sotto i 20.000 punti e una capitalizzazione generale sotto di 150.000 miliardi rispetto a lunedì scorso.

A dare la misura della debacle i numeri: solo 12 titoli sui 399 del listino hanno chiusto la settimana in positivo.

Tra le blue chip chi ha perso di meno è Unicredit con -0,21% ed Enel con -0,27%.

Mentre Pirellina è addirittura salita del 2,91% dopo la diffusione dei dati semestrali e l’ingresso nel capitale di e.Biscom.

Il lunedì prima degli attentati proprio Tronchetti Proverà aveva fornito i dati su Pirelli (mentre il mercato penalizzava e probabilmente speculava) sul nuovo assetto del Gruppo Telecom.

Ma il titolo Pirelli ha comunque perso il 10,49%, Olivetti il 14,43%, Telecom il 14,41%, e Tim il 6,63%.

Solo le Tim risp si salvano con un +2,32% settimanale.

Ovviamente le conseguenze dei disastri americani si sono riversati in Borsa sui titoli assicurativi e delle compagnie aeree.

Alitalia ha perso il 22,69%, Mediolanum il 25,6%, mentre meno pesanti sono andate le Generali con un -6,94%.

Ma anche i ribassi dei bancari non scherzano.

Fideuram -27,6%, BiPopCarire -23%, Bnl -14%, Banca Roma -11,9%, San Paolo Imi -13,6%.

Crolli anche per L’Espresso a -23,2% sempre su base settimanale, per Seat a – 16,8% e per Mediaset a -16,8%.

Anche le Eni nonostante l’aumento del prezzo del petrolio hanno perso il 7,19%.