IL BOOM DELLE BORSE

22 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Fino a qualche mese fa chi aveva investito soldi in Borsa era convinto di averli gettati in un cratere fumante e di averli definitivamente persi. Le cose, poi, si sono girate, come si sa. E ci sono stati rialzi importanti, anche del 30-50 per cento. In realtà, tutto ciò non è servito a recuperare il terreno perso, ma insomma, il cratere fumante, se non altro, si è spento. E le quotazioni sono tornate a muoversi, lasciando intravedere la possibilità di recuperare quei soldi che si davano ormai per bruciati, svaniti, persi dentro il grande fuoco della crisi.

Adesso sui mercati circola una voce secondo cui il tempo del recupero potrebbe essere ancora più vicino di quello che si pensa. Si dice, in sostanza, che prima della fine dell’anno c’è da attendersi un boom di Borsa, forse anche più consistente dei rialzi visti fin qui. L’unica avvertenza che conviene ripetere è che con le Borse non si sa mai quello che può davvero succedere e che anche i ragionamenti in apparenza più logici alla fine vengono smentiti. Infine, i primi dati sui bilanci del terzo trimestre mostrano che il recupero degli utili è molto selettivo (non tutte le aziende ci riescono in uguali misura). E questo lascia immaginare che anche il boom di Borsa, se ci sarà davvero, sarà molto selettivo. Non basterà, insomma, comprare a caso, ma bisognerà sapere esattamente quello che si fa.

Ma ecco le ragioni dei fan del prossimo boom. Sono tre in tutto:

1- Al primo posto vengono messi gestori dei fondi di investimento e delle fortune private. Negli ultimi due anni tutta questa gente ha profondamente deluso i propri clienti (ai quali hanno fatto perdere montagne di soldi). E’ del tutto evidente che adesso abbiano voglia di chiudere un’annata (il 2009) in grande bellezza, con performance all’altezza dei vecchi tempi. Denaro e amicizie non mancano, e quindi si ritiene che faranno un tentativo molto serio per dare una spinta ai listini, anche al di là di quello che sarebbe giusto. Dal loro punto di vista quello che conta è fare bella figura con i clienti in modo da non perderli. In molti sono convinti che il loro tentativo alla fine avrà successo: bene o male, queste sono le “mani forti” dei mercati finanziari. Perché non dovrebbero farcela?

2- La seconda ragione per un eventuale recupero rapido delle quotazioni sta nel fatto che gli utili delle aziende (sia pure in misura difforme) stanno tornando. Non tutto è andato a fuoco dentro il cratere fumante e c’è chi sta tornando a fare utili apprezzabili e, soprattutto, in crescita trimestre dopo trimestre. Quindi perché non sperare in un rialzo dei listini che anticipi il recupero dei profitti, ormai giudicato inevitabile?

3- Infine, c’è il terzo e ultimo motivo: il basso rendimento dei titoli di Stato e delle obbligazioni in genere. Il mondo (proprio a causa della crisi) è pieno di liquidità (cioè di soldi), ma nel reddito fisso tutto questo denaro ha rendimenti assolutamente ridicoli. Perché allora non puntare qualche gettone sull’azionario? E’ vero che negli ultimi due anni si sono prese bastonate orribili. Ma quelli, ormai, erano altri tempi. Adesso si può tornare a rischiare.

Questi ragionamenti convincono anche operatori di solito molto prudenti e molto attenti, a riprova del fatto che sui mercati finanziari il vento è davvero cambiato. Ciò che ancora sei mesi fa era assolutamente proibito (investire sulle azioni), adesso viene invece consigliato. La grande macchina si è rimessa in moto e quindi investire sul capitale delle corporations non è più un errore, ma anzi una scelta consigliata. Solo che, si avverte, i recuperi aziendali (e quindi i rialzi di Borsa) saranno molto, ma molto selettivi.

E quindi bisogna stare molto attenti a quello che si fa. Anzi, i più prudenti consigliano di non lasciare del tutto il reddito fisso, ma di mediare con le azioni. Insomma, è meglio avanzare con una piattaforma larga piuttosto che mettere tutte le mele nello stesso cesto.

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