Banchiere “genio” perde battaglia da 225 milioni con la moglie

11 Aprile 2017, di Alberto Battaglia

All’ex dirigente della Lone Star Funds, Randy Work, l’equa partizione  del patrimonio da 225 milioni di dollari con la moglie, dopo il divorzio, non era proprio andata giù. E dopo la sentenza ostile nel primo grado di giudizio, Work non è riuscito a convincere nemmeno i giudici d’Appello che il suo “genio” nel campo lavorativo gli darebbe diritto a una quota di patrimonio superiore al 50% previsto dalla legge britannica. Tale eccezione può essere ammessa in caso di “contributo speciale” di un coniuge nelle finanze della coppia.

Work e l’ex moglie Mandy Gray sono stati sposati per vent’anni prima della separazione, nell’arco di questo tempo il lavoro del marito ha contribuito in misura certamente importante al bilancio famigliare. Secondo il giudice di primo grado, però, tale fortuna sarebbe stata dovuta al fatto che Work fosse “al posto giusto nel momento giusto, beneficiando di un periodo di boom” e non perché fosse enormemente abile nel sul mestiere, ciò che gli darebbe diritto a un riconoscimento economico speciale.
Nemmeno la corte d’appello si è fatta persuadere dalla pretesa che gli venga riconosciuto del “genio”, una parola definita “non d’aiuto” per dimostrare che la decisione di primo grado fosse “sbagliata”. Già nella sentenza del 2015 non era mancata una nota di biasimo da parte del giudice per l’uso improprio della termine stesso “genio”, il quale “tende ad essere utilizzato eccessivamente ed è propriamente riservato a Leonardo Da Vinci, Mozart, Einstein e altri come loro”. Work aveva chiesto una quota del 61% per le sue “metodologie innovative” (“groundbreaking”) nel operare nel mercato del debito giapponese sotto pressione, generando grandi ritorni. Pur riconoscendo l’efficacia del suo operato, la sentenza di primo grado non ha riconosciuto la straordinarietà della cosa.
I giudici britannici in passato hanno raramente riconosciuto “il contributo speciale” di uno dei coniugi in misura tale da giustificare la divisione non paritaria degli asset in seguito al divorzio.
Qualche volta la storia di questi divorzi milionari è andata diversamente: ad esempio nel 2006 l’allora Ceo della Axis Capital Holdings aveva ottenuto il 73,5% del patrimonio famigliare da 131 milioni di sterline per via dello “straordinario talento ed energia” profuse in carriera. Charman, comunque, fece appellò senza successo per ottenere ancora di più.