IL B2B IN EUROPA FARA’ CRESCERE IL PIL DEL 3,5%

19 Marzo 2000, di Redazione Wall Street Italia

Se vogliamo è il nuovo bombardiere europeo. Un bombardiere pacifico ed economico. E’ il “Business to Business”, il commercio on line tra le imprese il cui effetto farà crescere l’economia del vecchio continente e del Giappone.

Grazie alla new economy del B2B l’impatto sul mondo produttivo sarà così forte che in confronto il primo passo dell’economia virtuale -il B2C, ovvero il commercio in rete tra consumatori e imprese- verrà ridicolizzato.

A sostenere questa tesi è uno studio degli economisti della Goldman Sachs che si dicono certi del fatto che l’Europa e il Giappone, grazie al B2B, agganceranno la locomotiva americana.

Per gli analisti della Banca d’affari statunitense il “Business to Business” avra’ effetti globali e in conseguenza dei forti incrementi produttivi porterà l’economia europea a crescere al ritmo del 3,5% annuo raggiungendo gli Stati Uniti. Anzi la fin troppo forte crescita americana del 4% scenderà intorno al 3,25%.

Secondo gli economisti della GS fino ad oggi solo il mondo anglosassone ha veramente beneficiato della new economy in termini di crescita stabile del prodotto interno lordo e di riduzione della disoccupazione. Solo negli USa ha contribuito alla crescita per l’1% annuo migliorando la produttività di lungo periodo; mentre in Gran Bretagna il contributo è stato dello 0,5% ottenuto soprattutto grazie alla riduzione della disoccupazione strutturale.

Ma il futuro, sono sicuri alla Goldman Sachs è il B2B. Il Business to Business crescerà negli Stati Uniti dai 39 miliardi di dollari del 1998 ai 1500 miliardi nel 2004: un incremento dell’8,4%.

In sostanza, spiegano gli economisti, ” lo scambio di informazioni tra le imprese determinerà un sensibile aumento della produzione ed una riduzione del livello dei costi che varierà a seconda del settore produttivo: in quello della componentistica elettronica il risparmio può arrivare al 39%, ma anche nei trasporti e nelle comunicazioni si potranno avere risparmi dell’ordine del 20%.”

Ma i risparmi, avvisa la Goldman Sachs, non si tradurranno sempre in prezzi più convenienti per i consumatori. Crescerà sicuramente la produzione, ma tutto ciò non avrà dunque una forte influenza sull’inflazione.

Nei paesi più industrializzati il B2B dovrebbe far crescere il Pil dello 0,25% annuo per i prossimi dieci anni. Una crescita dovuta, almeno per l’1%, alla riduzione della disoccupazione e alla riduzione dei costi d’informazione delle imprese.

“La Germania e la Francia -scrive la GD nel suo rapporto- vedranno le loro economie crescere più velocemente ad una media del 3,25-3,50 per cento annuo, mentre gli Stati Uniti, dopo anni di folle corsa con una crescita del 4%, si assesteranno al 3,25% per i prossimi cinque anni.”

La crescita europea dovrebbe avvenire tramite un aumento del 2,75% della produttivita’ ed una molto più modesta riduzione della disoccupazione che non dovrebbe superare lo 0,4% annuo nei prossimi cinque anni.

Il cacciabombardiere della new economy è dunque pronto per entrare in azione sui cieli produttivi europei, basta aiutarlo a farlo decollare.