I salari piu’ bassi da 29 anni, gap con i prezzi il piu’ ampio dal 1995

di Redazione Wall Street Italia
24 Aprile 2012 10:06

Roma – La crisi e’ l’austerita’ si stanno abbattandendo pesantemente sulle famiglie italiane, mentre per via dell’elevata pressione fiscale i lavoratori dipendenti hanno un basso potere d’acquisto. Il tutto mentre i costi salgono, in particolare quelli di benzina e bollette di energia.

E’ la fotografia di un paese in recessione, dove in marzo il divario tra i salari e i prezzi e’ stato il piu’ ampio dal 1995. Secondo i dati Istat, inoltre, la busta paga per ciascuna ora ha fatto segnare il dato peggiore da quando e’ iniziata la serie storica, nel 1983.

Nel dettaglio le retribuzioni per ora sono rimaste ferme a marzo, mentre hanno visto un rialzo dell’1,2% anno su anno, l’incremento tendenziale piu’ basso degli ultimi 29 anni. I numeri si confrontano con il +1,4% su base tendenziale di febbraio.

Nel primo trimestre del 2012 la retribuzione è cresciuta dell’1,3% rispetto al corrispondente periodo del 2011.

Il mese scorso la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) e il livello d’inflazione (+3,3%), su base annua, ha registrato una differenza di 2,1 punti percentuali: si tratta del divario piu alto dall’agosto del 1995. Lo ha comunicato l’Istat.