Capogruppo partito di Monti: “Politici siano pagati di più. Vitalizio è un diritto”

14 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Sono destinate ad accendere una focosa polemica le parole del capogruppo di Scelta Civica Mariano Rabino che ai microfoni de La Zanzara a Radio 24 difende con le unghie e con i denti il tanto caro vitalizio parlamentare e anzi rincara la dose: i politici dovrebbero essere pagati di più.

“Non rinuncio al vitalizio, che si chiama trattamento di pensione. E ancorato ai contributi versati. Non mi vergogno, è a garanzia della libertà dei politici altrimenti la fanno solo i ricchi. Non è un privilegio. Io ho rinunciato alla mia attività professionale. E a garanzia della mia autonomia e della mia libertà”.

Domani, 15 settembre scatterà la pensione per il parlamentare dopo quattro anni, sei mesi e un giorno di legislatura grazie a cui incasserà 900 euro al mese. E dinanzi a chi gli fa notare che un qualsiasi altro cittadino se lavora quattro anni non prende nessuna pensione, Rabino risponde:

“Non si può fare il paragone, il ruolo del parlamentare è diverso. Non è la stessa cosa. E’ come paragonare un laureato e un operaio o uno che lavora nei campi. (…) Secondo me i parlamentari devono essere pagati di più e puniti severamente se rubano. Assolutamente non è un privilegio. E’ giusto incassare una pensione dopo l’attività parlamentare”.

E rimanendo sempre in tema vitalizi il caso Cuomo scuote il Pd. Il senatore Vincenzo Cuomo è stato ribattezzato il furbetto del vitalizio, visto che dopo essere stato eletto sindaco di Portici alle ultime elezioni di giugno, gli è stato (volutamente?) concesso altro tempo per decidere quale poltrona ricoprire, tempo in più che gli permetterà di maturare i requisiti per ottenere il vitalizio. Tutta una questione di tempistica?

Assolutamente no tuonano dai banchi del Movimento Cinque Stelle che ieri in Aula ha incitato una bagarre parlando di “ritardo voluto” per far percepire anche al neo sindaco il vitalizio.