I futures Usa non si arrendono, l’Irlanda rimbalza con le sue banche

29 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni i derivati sui principali indici della borsa americana viaggiano sulla parita’, (vedi quotazioni a fondo pagina), preannunciando una partenza incerta. Le borse europee nel frattempo tentano a fatica di allontanarsi dai minimi di seduta osservati un’ora fa mentre l’euro resta in balia delle vendite, complici anche la rottura di livelli tecnici importanti. Sono stati rotti al ribasso i minimi del 20 settembre a $1.3183.

Il piano da 85 miliardi di euro per il salvataggio dell’Irlanda a poco e’ servito per riportare fiducia tra gli investitori al di qua e’ al di la’ dell’oceano Atlantico. In generale, restano le tensioni legate alla zona euro con i timori di un effetto domino di Dublino su altri paesi periferici a cominciare da Spagna e Portogallo.

Sia a Madrid sia a Lisbona, infatti, il costo per assicurarsi contro il default dei due paesi ha toccato nuovi record. I CDS (Credit Default swaps) sui titoli di stato a 5 anni spagnoli hanno visto un ampliamento a 350 punti base, stando ai dati Markit. Questo significa che per assicurare $10 milioni di bond servono $350 mila all’anno contro i $325 mila di venerdi’. Per i cds portoghesi lo spread si e’ portato da 502 a 545 punti base mentre per l’Italia si e’ passati da 215 a 231. “Tutto cio’ lascia intendere che la paura di un contagio non sia stata placata dal salvataggio dell’Irlanda”, ha dichiarato a Marketwatch Gavan Nolan, vicepresidente di Markit.

L’unica borsa a festeggiare e’ quella irlandese dove l’indice ISEQ index (XX:IEOP 2,691, +23.97, +0.90%) e’ sostenuto dal rialzo di circa il 21% della Bank of Ireland (IRE), che ha detto di raccogliere 2.2 miliardi entro il 28 febbraio attraverso “iniziative di capitale tra manager, azionisti e mercato”, e del +8% di Allied Irish Banks (AIB). Irish Life & Permanent Group Holdings e’ balzata del 53%.

La Grecia intanto prende tempo: slitta al 2021, anziche’ al 2015, la scadenza per ripagare i 110 milioni di euro forniti da Ue e Fmi per tirarla fuori dal baratro. In cambio pero’ Atene paghera’ interessi piu’ alti, tra circa il 5.8 e il 5.5%. Lo ha comunicato George Papaconstantinou. Serve pero’ il via libera del Parlamento Ue. I tassi di interesse sono comunque piu’ bassi di quelli a cui Dublino dovra’ attenersi, intorno al 6%.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna gennaio sono in rialzo dello 0.93% a quota $84.54 il barile. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro segna +0.13% a $1366 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in calo dello 0.73% a quota $1.3145. Il rendimento del Treasury decennale e’ al 2.83% (-0.038).

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 scambia in calo di 0.70 punti (-0.06%) a quota 1182.50.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in flessione di 2.50 punti (-0.12%) in area 2143.50.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 2 punti a quota 11028 (-0.02%).