I FUTURES USA ACCELERANO AL RIBASSO

14 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

A mezz’ora dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa trattano in netto ribasso (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio decisamente in rosso per l’azionario. Inoltre due componenti dell’indice Dow Jones hanno incassato pochi minuti fa un downgrade.

Catalizzatore negativo, la societa’ inglese di mutui ipotecari, Nothern Rock, e’ nell’occhio del ciclone. Si tratta del piu’ grosso salvataggio di emergenza per una crisi di liquidita’ degli ultimi 30 anni da parte della Bank of England. Il gruppo, il terzo in Gran Bretagna nel comparto dei mutui con assets pari a $35 miliardi, e’ stato colpito dall’incremento dei tassi d’interesse ed e’ stato costretto a chiedere un mega-finanziamento alla Bank of England (di cui non si conosce límporto), tagliando significativamente le previsioni sui risultati fiscali. Il titolo Nothern Rock e’ crollato -26%.

La notizia arriva come una brutta doccia fredda per i mercati, dopo una settimana positiva caratterizzata da buone news dalle aziende americane e dalla speranza di un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed martedi’ prossimo. L’indice S&P500 aveva registrato un progresso del 2% nelle ultime quattro sedute spinto da questo mix di scenari ottimistici.

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Gli operatori restano fiduciosi sul varo di una politica monetaria “accomodante” da parte della Fed. Il problema sta nel fatto che la Banca Centrale americana fino a questo momento ha offerto solo segnali contrastanti. Da un lato intende mantenere un buon livello di liquidita’, dall’altro continua a ritenenrsi preoccupata dall’inflazione ed imputa la causa dell’attuale situazione alle cattive politiche adottate nella concessione dei prestiti.

I dati giunti in mattinata dal fronte macro non hanno offerto alcun supporto. Preoccupa gli operatori il contenuto rialzo delle vendite al dettaglio, pari a +0.3% contro lo 0.5% atteso, peraltro originato dalla forza nel comparto dell’auto. Esclusa tale componente infatti l’indicatore e’ risultato in ribasso dello 0.4%. Positiva la lettura dei prezzi all’importazione, scesi per la prima volta da gennaio, non sufficiente comunque ad arginare le perdite sull’azionario.

Sul fronte societario, a pesare sulla performance dell’indice industriale potrebbero essere anche i commenti negativi espressi riguardo a due blue chip componenti del Dow Jones. Ad alimentare le vendite nel preborsa sono ancora una volta i timori sul comparto del credito. E il fatto che oggi sia venerdi’ e che si debba aspettare fino a martedi’ prossimo per avere uno sblocco della situazione, lascia presagire che molti operatori non vogliano andare verso il week-end fully invested; cioe’ i sell saranno massicci.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio arretra dai nuovi massimi registrati ieri. I futures con consegna ottobre sono ora in ribasso di 50 centesimi a quota $79.59 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in flessione rispetto al dollaro a 1.3873. In discesa anche l’oro: i futures con consegna dicembre vengono scambiati a $715.50 all’oncia, in ribasso di $2.40. Recuperano infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.42%.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in calo di 10.20 punti (-0.69%) a 1487.80.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -16 punti (-0.85%) a 2008.50

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 86 punti (-0.64%) a 13450.00.