I Brics lavorano a una nuova valuta alternativa al dollaro

24 Giugno 2022, di Alessandra Caparello

Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica (Brics), riuniti oggi al vertice dei Brics, stanno lavorando alla creazione di una nuova valuta comune, da utilizzare al posto del dollaro per gli scambi internazionali. La nuova valuta dovrebbe essere basata su un paniere che comprenda tutte le monete dei Paesi coinvolti ed essere utilizzata in particolare per le riserve di questi Stati. Lo ha detto lo stesso presidente russo Vladimir Putin.

Le indiscrezioni su una nuova valuta alternativa al dollaro si rincorrevano dallo scorso aprile, quando si era tenuto in Armenia un incontro fra esponenti dell’Unione Economica Euroasiatica (EAEU) e alcuni accademici di una delle principali università cinesi per delineare i termini di un nuovo sistema monetario e finanziario internazionale. Secondo quanto scrivono i professori Luca Fantacci e Lucio Gobbi sul sito dell’Ispi (Istituto Studi di Politica Internazionale), l’evento è stato notificato sul sito dell’Unione Economica Euroasiatica, ma la pagina che ne dava notizia è stata cancellata immediatamente. Il comunicato stampa comunicava l’imminente pubblicazione di un piano per creare una nuova moneta internazionale fondata su un paniere di valute e di metalli preziosi.

L’elogio di Xi Jinping ai Brics

I Brics intanto stanno rifiutando di partecipare alle sanzioni imposte dall’Occidente a Mosca per l’invasione dell’Ucraina. In un “momento critico” per la società umana, i Brics dimostrano “resilienza e vitalità” e ottengono “risultati positivi”. L’elogio arriva dal presidente della Cina Xi Jinping al summit dei Brics, insieme al presidente russo Vladimir Putin. Secondo il presidente cinese, i Brics devono “abbandonare la mentalità da Guerra Fredda e di confronto tra gruppi, opporsi alle sanzioni unilaterali e all’abuso delle sanzioni per superare l’egemonia e le piccole cerchie“.

All’incontro hanno preso parte, oltre al presidente russo e quello cinese, anche il presidente del Brasile, Bolsonaro, quello indiano Modi e del Sudafrica, Ramaphosa. Il residente della Cina ha avuto modo anche di criticare per l’ennesima volta le sanzioni occidentali imposte a Mosca.  Tali sanzioni, sostiene Jinping, finiscono col danneggiare il mondo intero e ha esortato i Paesi sviluppati ad adottare politiche economiche responsabili, invece di “politicizzare, strumentalizzare e armare l’economia mondiale allo scopo di sfruttare il predomino del loro sistema finanziario e monetario internazionale”.

È stato provato che sono un boomerang, trasformano i rapporti economici in armi.

Così il presidente cinese, grande amico e sostenitore di Putin, che continua a non condannare l’invasione dell’Ucraina imposta dal presidente russo e ha aggiunto che “questa crisi dimostra come l’allargamento delle alleanze militari, la ricerca ossessiva di sicurezza per una parte a spese di un’altra portano solo a un dilemma, perché la sicurezza è indivisibile”.