I 5 trend del fintech per il 2018

5 Marzo 2018, di Redazione Wall Street Italia

di Sandra Riccio

Il fintech non è più di nicchia. Le nuove tecnologie applicate al settore della finanza e delle assicurazioni sono in rapida evoluzione e si stanno trasformando in una solida industria. Negli ultimi tempi sono sorte diverse società legate a questo neonato settore. Altrettante start-up sono in rampa di lancio. Ma che cosa ci aspetta nel nuovo anno? Quali saranno i trend da tenere sottocchio? Deloitte ha disegnato una mappa delle cinque tendenze che segneranno i prossimi mesi nel fintech.

1 – Febbre per criptovalute e blockchain

Fino a un anno fa solo pochi conoscevano le monete virtuali. Oggi il boom del Bitcoin è diventato un argomento quotidiano e in tanti vogliono investire nelle criptovalute. Insieme al Bitcoin, sono emerse anche altre monete elettroniche come Ethereum, Dash, Litecoin, Neo, solo per citarne alcune. Questo dà la possibilità di diversificare su più strumenti. Il consiglio tuttavia è muoversi con prudenza. Quello del denaro virtuale è un nuovo mondo ancora pieno di insidie.

“Certo è che non è più relegato alla sfera dei patiti della tecnologia e rimarrà un tema dominante anche nel 2018” afferma Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte e responsabile fintech che prosegue: “Altrettanto vale anche per la tecnologia Blockchain che sta alla base di questi nuovi strumenti di pagamento”.

La spinta arriverà anche dal fenomeno delle Ico (Inital coin offering), una nuova forma di finanziamento di start-up, che viene gestita anche attraverso la blockchain.

2 – L’anno dell’analisi intelligente dei dati

Negli ultimi tempi si è parlato molto di “Intelligenza artificiale” (Ai) e di “Apprendimento automatico”. Per il settore del fintech, il 2018 sarà l’anno dell’Analisi intelligente dei dati. In molti ambiti, come quello della compliance e della valutazione del rischio dell’investimento, l’Analisi intelligente viene già ampiamente applicata. Nei prossimi mesi saranno soprattutto le banche a cercare e proporre nuove soluzioni fondate su questa tecnologia evoluta.

“In quest’ambito si giocheranno fette di mercato e la concorrenza tra istituti sarà tagliata anche sui nuovi servizi che adottano questo tipo di tecnologia” afferma Gianturco.

3 – Più regolamentazione nel settore

Il settore fintech ha fatto passi da gigante. Questo ha portato a norme e regolamentazioni appropriate. Nel 2018 sono entrate in vigore la direttiva sui servizi di pagamento (PSD2) e il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Ue.

“Le nuove leggi vogliono dire una maggior solidità per l’industria fintech e creeranno più fiducia tra i clienti finali – spiega Gianturco -. In più, le nuove regole avranno come effetto di operare una sorta di selezione naturale: alcune società, che non hanno alcuna licenza o autorizzazione reale, saranno costrette a tirarsi indietro lasciando così il campo soltanto a quelle che soddisfano tutti i requisiti legali e che forniscono ai propri clienti tutele e sicurezza. Di sicuro le banche dovranno investire di più in tecnologia”.

Secondo stime di Gartner research, il comparto globalmente spenderà 519 miliardi di dollari in IT nel 2018, il 4,1% in più del 2017.

4 – Si diffonde la tecnologia Nfc

La tecnologia Nfc (Near-field communication) ha già qualche anno sulle spalle e già oggi è utilizzata per i pagamenti veloci e senza contatto. Ora sarà interessante vedere i nuovi ambiti in cui questo sistema di connettività verrà utilizzato, a cominciare dagli indossabili. Il 2018 sarà l’anno in cui vedremo affermarsi il fintech da indossare.

5 – Fusioni e investimenti all’orizzonte

Quest’anno l’industria fintech dimostrerà finalmente di essere cresciuta. Il che significherà assistere anche a grandi processi di consolidamento tra società che operano in questo settore, grosse operazioni di investimento e attività di quotazione sui mercati (Ipo). Più l’industria evolve e più grandi diventano i numeri. Già l’anno scorso ha portato con sé alcuni mega round di finanziamento e di shopping. Per esempio, nel più maturo mercato britannico, la società di pagamenti Worldpay è stata acquistata per dieci miliardi di dollari dalla rivale Vantiv. L’Italia è ancora indietro e di operazioni se ne sono viste poche. Sui finanziamenti, anche dall’estero, si sono però messe in luce alcune società come Satispay, startup italiana che offre un sistema di mobile payment, Moneyfarm, realtà internazionale di gestione del risparmio, e Sardex, operatore internazionale di gestione del risparmio.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di febbraio del mensile Wall Street Italia