Hera, Unicredit e CNH: è corsa ai finanziamenti grazie all’effetto Bce

28 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Hera, UniCredit e CNH sono le tre aziende italiane che come quelle europee hanno accelerato le operazioni di funding e in un solo giorno hanno raccolto 1,750 miliardi di euro. In quest’ultima settimana il mercato è apparso ben disposto nei confronti del “rischio Italia”  e come scrive Il Sole 24 Ore, i timori che vengano tradite le aspettative sulle politiche accomodanti delle Banche centrali suggeriscono di approfittare del buon momento.

Partendo da Hera, l’utility ha lanciato un green bond, la seconda emissione di titoli ESG (Environmental, Social, Governance) del gruppo, registrando un risultato che ha superato di gran lunga le aspettative raccogliendo richieste per sette volte l’ammontare collocato, circa 3,5 miliardi di euro contro 500 milioni per il bond a 8 anni. Sono stati soprattutto gli investitori internazionali a mostrare particolare interesse, Francia in testa.

Per quanto riguarda invece CNH, sfruttando la finestra favorevole del mercato, la società ha emesso un bond sempre da 500 milioni e scadenza a 10 anni, con cedola all’1,625% dalla precedente 1,75 per cento. Anche in tal caso, si sono registrate richieste superiori alla domanda a circa un miliardo di euro. Infine Unicredit: la banca di piazza Gae Aulenti ha emesso il suo primo bond senior non-preferred con scadenza a 6 anni, richiamabile dopo 5 anni per la banca. Il bond da 750 milioni di euro ha ottenuto richieste per 2,2 miliardi di euro e il rendimento, indicato inizialmente in area mid swap +215 bps, si è ridotto a 200 bps, chiudendo a 190 bps e cedola all’1,625 per cento.