HEDGE FUNDS: NUOVE STRATEGIE PER UN NUOVO MERCATO

2 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Molti hedge funds specializzati sui tecnologici stanno considerando un’inversione di strategia. Altri stanno tentando di ridurre il patrimonio per aumentare l’abilita’ di manovra quando le condizioni di mercato cambiano.

E’ il risultato di tre trimestri di perdite disastrose nel 2000, soprattutto per l’high-tech.

Il dibattito sull’opportunita’ di investire nei titoli tecnologici e’ diventato piuttosto comune tra gli investitori individuali, che si chiedono se sia il caso di evitare gli high-tech in attesa che un nuovo settore emerga come leader nonostante il rallentamento economico.

Ma anche i principali hedge-funds – l’anno scorso sia il Soros Fund Management di George Soros che il Tiger Management di Julian Robertson – hanno deciso di gettare la spugna.

Un’eccezione in questo scenario e’ quella dei fondi high-tech di Pequot Capital Management, che l’anno scorso hanno registrato mediamente un guadagno del 35% – il Technology Diversified Fund addirittura il 93% – nonostante le pesanti perdite del Nasdaq.

Ma ora anche questo sofisticato operatore sembra aver perso il tocco magico: la recente scommessa su un mercato all’insegna dell’orso gli e’ costata la perdita del 9,5% dei fondi high-tech e ha infiammato il dibattito tra i suoi fondatori sulla decisione di mantenere l’obiettivo sui tecnologici o a ridurre la dimensione del patrimonio gestito che e’ passato in due anni da $4 miliardi a $14 miliardi.

Tra le cinque categorie di fondi – generali, sanita’, tecnologia, teleconomicazioni e a bassa capitalizzazione – il patrimonio investito nei titoli tecnologici e’ da solo cresciuto dai $50 milioni del 1994 ai $6 miliardi attuali.

Arthur Samberg, uno dei due fondatori vorrebbe diversificare, mentre l’altro Daniel Benton preferirebbe mantenere le sue posizioni.

La dimensione puo’ diventare un grosso svantaggio per gli hedge fund perche’ ne diminuisce l’abilita’ di manovra quando le condizioni di mercato cambiano.

Tra le posizioni che si sono rivoltate contro Pequot nel mese di gennaio sono infatti state le scommesse al ribasso dei tecnologici, in particolare dei semiconduttori, che invece sono aumentati del 32%.

Altri hedge funds tecnologici sono stati colpiti a gennaio dal rally del mercato – Bowman Capital e’ in calo dell’8% – ma per la maggior parte, grazie al taglio dei tassi d’interesse, i fondi high-tech hanno guadagnato mediamente – secondo Charles Gradante di Hennessee Group – il 5%-10%.

Le perdite del mese di gennaio dei fondi Pequot potrebbero svanire velocemente grazie all’abilita’ dei due manager che continua ad attrarre investitori, ma la dimensione rimane comunque un problema.

Secondo alcuni trader, infatti, in alcuni casi le posizioni di Pequot hanno costituito un’elevata percentuale del volume di scambi giornaliero di vari titoli.

Durante l’ondata di vendite della scorsa primavera, ad esempio, a Wall Street circolavano le liste delle maggiori partecipazioni di Pequot e di altri ingenti hedge fund per aiutare i trader ad abbandonare quelle posizioni prima che lo facessero quei fondi.

Il mese di aprile e’ infatti risultato uno dei peggiori nella storia di Pequot che non e’ riuscito a eliminare velocemente la sua esposizione ai titoli high-tech.