Hacker: ecco perché la Cina cresce. Ruba i segreti degli Stati Uniti

17 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La visita del vice-Presidente della Cina negli Stati Uniti dovrebbe essere accompagnata da degli sviluppi poco piacevoli. Degli argomenti di cui sicuramente non vorrà parlare, mentre il Senatore John Kerry spinge perché venga portato alla sua attenzione il problema.

Nello specifico il caso American Superconductor, che lo scorso anno ha visto evaporare il 70% del suo business dopo che il partner cinese avrebbe ottenuto illegalmente, istigando un dipendente della società, i segreti sulla tecnologia sviluppata. Ma non si tratta di un caso isolato.

Le società americane sarebbero vittime di “attacchi alla rete informatica, intrusioni provenienti dalla Cina”, secondo quanto si legge nel report della National Counterintelligence Executive del governo statunitense. La Cina starebbe cercando di costruire la sua crescita economica sulla tecnologia e sulle attività di ricerca e sviluppo rubate dagli Usa.

Nel caso di AMSC il furto sarebbe avvenuto tramite un dipendente, che avrebbe rubato il software e consegnato alla società partner Sinovel. Tuttavia, in altri casi, quali attacchi informatici, gli hacker cinese si introdurrebbero nel sistema delle diverse società, posizionando dei malware che, passando inosservati per anni, gradualmente estrapolano informazioni chiave dalle varie società.

Sono davvero tanti gli esperti che credono tale attività di furto di dati sensibili sia supportata dal governo, o dai militari. Difficile fare delle stime certe e ufficiali, ma si pensa a un valore intorno $400 miliardi di informazioni sensibili, all’anno.