Guerra Libia: passa la mozione, governo si ricompatta

4 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – L’aula della Camera vota la mozione della maggioranza, ricompattata, sulla crisi libica, ma anche (per un gioco di astensioni incrociate) quella di Pd e Terzo polo, mentre boccia la mozione ‘no war’ dell’Idv. Ma il dibattito non finisce con il voto e molti gia’ guardano all’impegno di domani quando il presidente del Consiglio incontrera’ il segretario di stato Usa, Hillary Clinton. Mentre Bossi esulta per il si’ dell’aula: “La Lega ha vinto, perche’ ce l’ha sempre duro”. Poi mette una pietra sopra al clima di polemiche in maggioranza: “Con Berlusconi siamo sempre amici, abbiamo anche questa volta trovato la quadra”.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha affermato in aula che la missione italiana e’ una questione di “interesse nazionale”, sintetizzata nei moniti pronunciati dai ribelli e ripetuti in aula dal ministro: “Nella nuova Libia ci ricorderemo di chi ci ha aiutato e di chi ci ha voltato le spalle”. L’interesse italiano, ha aggiunto il capo della Farnesina, e’ nel “presente e nel futuro della Libia e del Mediterraneo: per decidere, e non solo per subire” i flussi migratori e per “consolidare la presenza delle imprese italiane”.

Bocciatura su tutta la linea per la politica estera del governo da parte delle opposizioni. Pierferdinando Casini, leader Udc, ha definito “ridicola” la mozione della maggioranza ed ha affermato che “qui dimentichiamo i nostri militari al fronte e nessuno si occupa di loro. Ora, neanche Churchill potrebbe dare dignita’ a una politica che non ne ha”… Il segretario Pd Pierluigi Bersani, ha criticato la coesione della maggioranza: “Non si puo’ andare avanti cosi’, con dei cerotti e delle aspirine la vostra crisi politica non si risolvera’”.

Mentre Massimo D’Alema ha definito “una stupidaggine” l’indicazione di un termine per la missione. Voti incrociati, tra Pd e terzo polo sulle rispettive mozioni, dopo che i democratici avevano aggiunto al loro testo l’esigenza di una iniziativa diplomatica nel tentativo di far rientrare i dubbi dei pacifisti. Differenziata invece, tra le opposizioni, la posizione dell’Idv, che ha presentato la sua mozione con il ‘no’ alle bombe. E’ “ipocrisia allo stato puro: non e’ un’azione umanitaria, e’ un’azione di guerra che viola i principi della Costituzione che ripudia il ricorso alla guerra” ha affermato Di Pietro.

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Roma – Saranno votate alle 13 in aula alla Camera le mozioni sulla Libia. E’ quanto ha deciso la conferenza dei capigruppo che ha rinviato a fine mattinata il voto che verrà preceduto dalla discussione sulla situazione nelle carceri e dalle pregiudiziali di voto sul dl omnibus. Il voto sarà seguito in diretta tv.

‘TEMPI CERTI, NO NUOVE TASSE ‘ – Tempi certi, in accordo con le Organizzazioni Internazionali ed i Paesi alleati, per concludere le azioni militari e razionalizzazione delle missioni internazionali cui l’Italia partecipa per evitare ulteriori aumenti della pressione fiscale. Sono queste le due novità principali contenute nella mozione di maggioranza (firmata da Cicchitto, Reguzzoni e Sardelli) messa a punto a Palazzo Chigi.

4 MOZIONI,PDL-LEGA E OPPOSIZIONE A CONFRONTO

di Serenella Mattera

Accordo raggiunto dentro la maggioranza. Una mozione a firma Pdl-Lega-Responsabili rappresenterà alla Camera la posizione del governo sulla Libia. Archiviato dunque il testo presentato in solitaria dal Carroccio, che resta la base del documento di maggioranza, vengono fissati sette impegni (tra cui la fissazione di un termine temporale) rispetto all’intervento italiano. L’opposizione conferma invece le sue tre mozioni: due ‘si” da parte di Pd e Terzo polo alle azioni mirate dei nostri aerei su obiettivi militari, il ‘no’ dell’Idv.

I SETTE PUNTI DELLA MAGGIORANZA – Erano sei i ‘paletti’ fissati per il governo dal Carroccio, da subito contrario ai bombardamenti italiani. Al termine di tre giorni di trattative dentro la maggioranza, il testo finale, a firma congiunta, mantiene invariati quattro di quei punti, altri due li modifica, aggiungendone uno nuovo.

La prima modifica è stata apportata all’impegno chiesto dalla Lega, di fissare “un termine temporale certo, da comunicare al Parlamento, entro cui concludere le azioni mirate contro specifici obiettivi militari”. Quel termine, si precisa nel testo finale, deve essere determinato “in accordo con le Organizzazioni internazionali e i Paesi alleati”.

La seconda modifica riguarda le spese: si dice no, come chiesto dal Carroccio, ad “aumenti della pressione tributaria finalizzati al finanziamento della missione”. Ma si aggiunge che, per evitare gli aumenti, si varerà “un piano di razionalizzazione delle missioni già in corso, da attuarsi in accordo con le Organizzazioni internazionali e i Paesi alleati, attraverso una graduale e concordata riduzione degli impegni del nostro Paese”.

Per il resto, la mozione di maggioranza chiede al governo di “intraprendere immediatamente una decisa e forte azione politica” per una soluzione diplomatica internazionale della crisi libica ed “escludere per il futuro qualunque nostra partecipazione ad azioni di terra”. Inoltre, sul fronte dell’immigrazione proveniente dal Nord Africa, l’impegno è quello di promuovere “il reale concorso di tutti i Paesi alleati rispetto alle ondate migratorie”. Ma anche di “superare le criticità” conseguenti alla bocciatura del reato di clandestinità da parte della Corte di Giustizia dell’Ue.

IL SI’ DEL PD – “Considerato il drammatico aggravarsi della situazione umanitaria in Libia” e gli “indiscriminati bombardamenti” di Gheddafi, la mozione del Pd è favorevole ad azioni mirate contro obiettivi militari. E impegna il governo a “continuare nell’adottare ogni iniziativa necessaria ad assicurare una concreta protezione dei civili”, in coerenza con la risoluzione Onu.

IL SI’ DEL TERZO POLO – Anche la mozione che porta le firme di Udc, Fli, Api e Mpa, ritiene l’uso delle armi “necessario”. Perciò il Terzo polo dà il via libera al governo per “aumentare la flessibilità operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari, partecipando così su di un piano di parità alle operazioni alleate, per assicurare la protezione della popolazione civile della regione, nello scrupoloso rispetto delle Risoluzione 1.973” dell’Onu.

IL NO DELL’IDV – Netto invece il ‘no’ dell’Idv, che chiede al governo di “circoscrivere la natura e l’estensione della presenza italiana” in Libia, “escludendo esplicitamente la partecipazione attiva del nostro Paese ai bombardamenti contro obiettivi sul suolo libico”. I dipietristi nella loro mozione puntualizzano che “un voto parlamentare si rende necessario anche per verificare se il Governo disponga ancora di una propria maggioranza in politica estera”.